Viaggio nel rapporto tra De Laurentiis e i tifosi azzurri: insoddisfazione al top, il motivo è solo uno

L’arrivo di Carlo Ancelotti sulla panchina del Napoli aveva generato un entusiasmo incredibile, che aveva immediatamente fatto dimenticare la questione Sarri e il suo imminente addio. Una mossa, quella di De Laurentiis, che aveva avuto un duplice valore: veniva messo sotto contratto uno dei migliori allenatori al mondo e contestualmente consentiva al Napoli di avere un’esposizione mediatica importante, che gli consentisse – diciamo così – un’operazione simpatia. Volta, ovviamente, a rasserenare gli animi di un ambiente già pronto ad infuocarsi, e soprattutto a migliorare l’aspetto comunicativo del club.

Scemato l’entusiasmo iniziale, e dopo l’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus, si sono iniziati a sentire i primi scricchiolii di una nuova rottura nel rapporto tra De Laurentiis e la piazza, o almeno una parte di essa. La questione mercato ha iniziato a prendere piede: il giudizio di molti è che la squadra non sia stata rinforzata a sufficienza per competere per lo scudetto. Sono andati via Jorginho, Reina e Sepe, sono arrivati Fabian Ruiz, Verdi, Meret. Karnezis e Malcuit. Poco, troppo poco se l’obiettivo deve essere davvero quello del tricolore. Sebbene Ancelotti vada sbandierando l’importanza della rosa a sua disposizione – ci mancherebbe, il Napoli resta comunque una squadra molto forte – la sensazione è che il gap con la Juve sia aumentato, e che sia invece diminuito, ad esempio, quello con l’Inter. La questione Cavani ha fatto poi il resto: molti si sono illusi che il Matador potesse davvero tornare, e la realtà – vogliate crederci o no – è che una trattativa c’è stata per davvero: la poca convinzione di De Laurentiis, nel chiudere l’affare, ha di fatto ottenuto un esito negativo della stessa.

Ma al di là delle questioni sportive, di campo e di mercato, c’è un altro motivo che spinge i tifosi azzurri ad essersi idealmente allontanati dal club: il modo di atteggiarsi di un uomo, Aurelio De Laurentiis, che ormai in troppi non sono più disposti a tollerare. “Vi ho presi dalla merda”, “Stadio da 20 mila”, “Volete vincere? E allora dovete tifare Juve”, “Sono io il vostro Cavani”: espressioni ormai entrate nel quotidiano modo di approccio ai tifosi, e che a moltissimi di loro non stanno più bene. De Laurentiis, lui sì davvero, avrebbe bisogno di un’operazione simpatia, e in tal senso non gli ha fatto bene il giochino del “vero o falso” tenuto alla radio per tutto il periodo del ritiro di Dimaro. Tralasciando l’aspetto che, in tema di calciomercato, quanto meno si parla meglio è: vero o falso che sia l’argomento di cui si tratta.

Dovrebbe forse iniziare a porsi a sua volta qualche domanda, il presidente del Napoli. La situazione è paradossale: come può un club che sta raggiungendo risultati così lusinghieri, essere inviso a una parte importante e molto numerosa dei propri tifosi? La risposta forse potrà non piacere, ma la sensazione nostra è che i napoletani abbiano capito il modus operandi del produttore cinematografico originario di Torre Annunziata: imprenditore eccelso, che non lascia spazio a un briciolo di sentimento. E il problema è proprio questo: qualsiasi cosa, nella vita, fatta senza cuore, prima o poi tenderà a svanire.

Vincenzo Balzano

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