Valdifiori, il Napoli e De Laurentiis: storia di un regista e di un ciak mai iniziato

Aurelio De Laurentiis è uomo di cinema, si sa, abituato a lavorare con i registi; e forse deve aver pensato che il suo Napoli ne aveva un disperato bisogno quando decise, nella tarda primavera del 2015, di strappare all’Empoli Mirko Valdifiori, di ruolo centrocapista – regista, appunto – al suo primo anno in Serie A: un calciatore per cui nemmeno Sarri fece i salti di gioia, seppur lo avesse allenato proprio in Toscana, e che infatti nella passata stagione ha contribuito con un apporto molto limitato alla causa partenopea.

Il Napoli lo pagò circa sei milioni di euro, quotazione economica lievitata grazie alla convocazione di Valdifiori in Nazionale: Conte volle premiarlo per l’ottima stagione disputata proprio ad Empoli, l’Italia in quel momento era alle prese con l’eredità pesante lasciata da Andrea Pirlo e l’allora Ct volle sperimentare questo ragazzo che ad Empoli stava impressionando tutti; ma una rondine non fa primavera, e infatti da allora la Nazionale non l’ha più vista Valdifiori. E per la verità, nemmeno il campo, almeno per quelle che erano le sue aspettative: dopo alcune partite iniziali, in cui il Napoli fece fatica a trovare la quadra del cerchio con il buon Mirko titolare, Sarri decise di dare definitivamente spazio a Jorginho. Il brasiliano naturalizzato italiano lo ha ripagato nel migliore dei modi, giocando una stagione da protagonista e scrollandosi da dosso l’etichetta di eterno incompiuto. Al punto tale da essere inserito nella lista dei preconvocati di Conte per l’Europeo giocato in Francia, e pazienza se poi l’ex Ct abbia fatto altre scelte, di cui forse si è trovato anche pentito.

Sporadiche le apparizioni di Valdifiori nella scorsa stagione, quasi tutte in Europa League fin quando il Napoli non è stato eliminato, ai sedicesimi di finale, dagli spagnoli del Villarreal. L’ex Empoli, rispetto a Jorginho, ha movimenti più compassati anche se un lancio migliore da lontano e più incisività sui calci da fermo; probabilmente il modulo in cui riesce a rendere meglio è quel 4-3-1-2 che Sarri aveva provato all’inizio, salvo poi rendersi conto di non avere nessun giocatore adatto a giocare nel ruolo di trequartista. Il trequartista, già: fondamentale per il gioco di Valdifiori, che ha bisogno di avere un punto di riferimento che agisca qualche metro più avanti di lui (ad Empoli quel ruolo lo interpretava alla grande Saponara, non a caso cercato molto e, purtroppo, inutilmente dal Napoli). Le tante panchine accumulate avevano fatto pensare ad un addio quasi scontato, che però finora non si è concretizzato. L’agente di Valdifiori, Mario Giuffredi, ha spesso spiegato come il calciatore rientri nelle grazie proprio di De Laurentiis, e che pure desidererebbe giocare di più. Si era parlato di un suo approdo al Torino, ma i non idilliaci rapporti tra il Napoli e Cairo (a causa della trattativa Maksimovic) ne hanno frenato la cessione. A pochi giorni dall’inizio della nuova stagione, è probabile quindi una riconferma di Valdifiori, con la speranza che – seppur con avanti un giocatore importante come Jorginho – il giocatore possa fare qualcosa in più e di meglio. Per se stesso e per il Napoli.

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