Un’amarezza da trasformare in rabbia. Per riportare l’Europa League in Italia

Un’altra notte amara, un’altra eliminazione dalla Champions League troppo difficile da mandar giù. Non che il Napoli avesse l’obbligo di passare il girone, intendiamoci: ad agosto, dopo i sorteggi, in molti avevano pronosticato un Napoli terzo, che solo con un miracolo avrebbe potuto far fuori una tra Paris Saint Germain e Liverpool, due candidate alla vittoria finale. Miracolo che non c’è stato, ma gli azzurri non devono farsene un cruccio. Anzi. Questo girone di Champions ha dimostrato come il Napoli possa giocare alla pari con le squadre più forti d’Europa: in queste situazioni, tuttavia, sono spesso i dettagli a fare la differenza tra il raggiungere o meno l’obiettivo. E il dettaglio, nel caso del Napoli, si è materializzato in quel gol subito dalla Stella Rossa al San Paolo. Non è comunque materiale in grado di addossare colpe agli azzurri.

RICAVI GIA’ AL TOP - Se da un lato c’è quindi la tristezza per non essere approdati agli ottavi di finale, dall’altro il Napoli ritrova il sorriso guardando l’aspetto economico della competizione. Da quest’anno la Uefa ha infatti innalzato le risorse a disposizione delle squadre che prendono parte alla Champions League. Basti pensare che il club partenopeo ha ricevuto un assegno di 40 milioni di euro relativi al cosiddetto market pool nonché al ranking storico degli ultimi 10 anni, e un altro da 15,25 milioni per la partecipazione alla fase a gironi. Per quanto riguarda i premi derivanti dal campo e dai risultati, il Napoli ha intascato la somma di 8,1 milioni, frutto delle due vittorie e dei tre pareggi ottenuti nel proprio girone.

ORA L’EUROPA LEAGUE - Adesso per gli azzurri inizierà una nuova avventura in quell’Europa League troppo spesso sottovalutata in passato: non sembra il caso del Napoli, con Ancelotti che ha affermato serenamente di voler vedere i suoi protagonisti fino in fondo nella competizione europea minore. Hamsik e compagni hanno tutte le potenzialità per provare ad arrivare fino in fondo, e riportare in Italia e a Napoli un trofeo europeo che manca da tantissimi anni. Resterebbe una soddisfazione enorme, che andrebbe a colmare anche economicamente il gap con il mancato approdo agli ottavi di finale di Champions League: giocare la finale di Europa League e vincerla, dal punto di vista dei ricavi, è pari ad un quarto di finale della coppa dalle grandi orecchie.

Vincenzo Balzano

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