UN ANNO DOPO – Benitez si racconta: “Napoli, con me hai tolto due trofei alla Juve. Newcastle? Strutture e progetto, il calcio che amo”

É passato solo un anno, eppure sembra una vita fa. E sì, perché di acqua sotto i ponti ne è passata da quando Rafa Benitez ha lasciato Napoli. Sia per il tecnico, che per il club. Un anno dopo, da un lato il secondo posto e la Champions ritrovata, dall’altro un esonero e una retrocessione. Percorsi differenti, in comune un matrimonio che avrebbe potuto sancire un momento cruciale della recente storia azzurra, e che invece ha lasciato dietro di sé solo un alone di malinconia. Ma anche questa è una storia da raccontare, una di quelle che il calcio sa fare e disfare. Basta solo accomodarsi e ascoltare. “Il Napoli ha fatto veramente bene in campionato quest’anno. Io sono orgoglioso di aver creato una base forte, per una squadra che poi si è rinforzata bene. La Juve ha vinto tutti i titoli negli ultimi anni, meno due: quelli che il Napoli gli ha sottratto con me in panchina. Koulibaly, Mertens, Albiol, Jorginho, Callejon, Higuain, sono cresciuti nel tempo, avevano già fatto bene prima e ora stanno mostrando tutta la loro forza”, ha detto Benitez in un’intervista concessa a Fox Sport.

Ecco, bisogna tenerlo bene a mente: “La Juve ha vinto tutti i titoli negli ultimi anni, meno due: quelli che il Napoli gli ha sottratto con me in panchina”. Un dato ineluttabile: Coppa Italia e Supercoppa Italiana sono state alzate al cielo di Roma e di Doha proprio con Benitez in panchina. Quello stesso tecnico cui erano state fatte promesse importanti in sede di campagna acquisti, e che invece arrivò a Bilbao per giocarsi l’accesso in Champions League con Gargano e Rafael. Con tutto il rispetto per i due giocatori. Ma la lezione non finisce qui.

“Qui a Newcastle c’è un progetto molto affascinante. Anche se siamo retrocessi, la gente mi ha chiesto di restare qui e io sono felice di farlo, perché qui si può lavorare bene, al di là dell’aspetto economico. I tifosi sono al fianco del club sempre, le strutture sono ottime, la città e la stampa sono sempre dalla parte della squadra”. Paragrafo numero 2. “Le strutture sono ottime”. E sotto la sua guida lo diventeranno ancor di più: durante l’intervista, sono andate in onda le immagini del centro tecnico del Newcastle, un gioiello che grazie ai consigli di Benitez diventerà ancor più moderno e affascinante. Ai calciatori non manca niente: dalla palestra alla sala fisioterapica, dal ristorante alla sala video, dai campi in erba a quello indoor: Newcastle è una città molto umida e ventilata, in alcune giornate invernali il tecnico, per evitare problemi di salute ai calciatori, li farà allenare al coperto, su un campo in erba sintetica di ultima generazione che proprio in questi giorni stanno montando. E Napoli? Il centro tecnico di Castel Volturno non solo non è di proprietà della società, ma non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello del Newcastle. Che pure si trova in Serie B. Stando così le cose, forse la differenza non deve essere fatta più tra una società vincente e una che non lo è. Ma tra un club che progetta seriamente il proprio futuro, e uno che invece non guarda più in là del proprio naso. Il Napoli a quale categoria appartiene?

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