The importance of being Pepe Reina. Ma tutta la difesa è peggiorata: saldo negativo nel 2016

Passano i giorni, e con essi la rabbia per la squalifica di Higuain che, in attesa del ricorso, dovrà saltare quattro partite fondamentali per la squadra di Sarri. Diradata la nebbia di Udine, il Napoli ora si guarda dentro e si scopre, tutt’a un tratto, troppo vulnerabile. Basta guardare il dato relativo ai gol subiti: sono 27, contro i 16 della Juventus. Ma se nel primo tratto della stagione la retroguardia azzurra era diventata quasi imperforabile, in questo primo scorcio di 2016 i numeri sono assolutamente in controtendenza per una squadra che ha ambizioni di primato.

Sono ben 18 i gol che gli azzurri hanno infatti subito da gennaio ad ora: troppi. Troppi per una squadra che, a causa di questo male, si era vista preclusa risultati importanti già nelle passate stagioni. E ora che il male si è ripresentato, viene da chiedersi dove sia possibile intervenire e come. Magari partendo proprio dall’ultima partita, quel crocevia maledetto di Udine che ha messo quasi sicuramente la parola fine alle ambizioni di scudetto. Tre gol subiti, uno su rigore, e tanta imprecisione non solo da parte dei difensori, ma anche e soprattutto nei movimenti di squadra: l’intera fase passiva è stata gestita malissimo, basti pensare a quanto accaduto sulla corsia mancina del Napoli, dove Insigne, Hamsik e Ghoulam hanno in proporzione crescente tante colpe sul predominio della squadra di De Canio.

Si è sentita moltissimo l’assenza di Pepe Reina. Che in alcune partite in passato avrà anche qualche colpa su alcuni gol subiti, ma che con la sua sola presenza incute sicurezza alla squadra. Come un joystick, lo spagnolo comanda i movimenti dei suoi compagni di reparto, gioca il pallone con i piedi con la destrezza di un centrocampista, e assicura qualità in tutta la fase difensiva. La sua assenza ha fatto andare nel pallone Koulibaly, che ha commesso il fallo del primo rigore: la poca lucidità nell’occasione ha di fatto determinato la prima rete dell’Udinese.

Poi c’è il disastro combinato da Gabriel al termine del primo tempo. Quello che ha spezzato davvero le ossa al Napoli, che era comunque arrivato faticosamente al pareggio grazie ad un’invenzione di Higuain. In quell’occasione c’è tutta la voglia del portiere brasiliano di mettersi in mostra, di strafare: un errore di gioventù, ma che una squadra come il Napoli non può permettersi e neppure tollerare. Il terzo gol infine arriva ancora dalla sinistra, con Widmer che crossa davanti ad un impalpabile Ghoulam e Albiol che si fa rubare il tempo in area piccola da Thereau.

Insomma, errori in serie che hanno causato la sconfitta di Udine e non solo: i 18 gol subiti da gennaio ad oggi sono il sintomo di un malore che è tornato a colpire il Napoli. A Sarri l’obbligo di guarirlo il prima possibile.

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