Stadio San Paolo, quale ristrutturazione? Il futuro è un’ombra su Fuorigrotta

Sono state spese così tante parole sulla questione San Paolo, che ora sembra persino anacronistico parlarne ancora. Il rischio è di perdere credibilità, ma un punto della situazione va fatto: in questo momento l’unica cosa certa è che il dialogo tra il Comune ed il Napoli è tragicamente interrotto.

Quale è il futuro dell’impianto di Fuorigrotta dunque? I lavori paventati dal Comune in sede di campagna elettorale non sono ancora partiti, e chissà quando partiranno. Ancora ieri l’Assessore allo sport, Ciro Borriello, dichiarava: “Il progetto è stato consegnato al CONI, il quale ha dato parere molto positivo. Naturalmente noi, prima di poter procedere con i lavori, dobbiamo  consegnare l’intera documentazione al CONI appunto, che  a breve ci darà il via libera. Io personalmente sarei partito già da Maggio, purtroppo le elezioni amministrative hanno ritardato le procedure. La prima opera sarà la tribuna stampa, perchè ci teniamo molto, come gli spogliatoi e la zona accoglienza, fondamentale per i requisiti Champions. Non è facile riuscire a produrre documenti e vederseli approvare i breve tempo, però siamo ormai a buon punto”.

Da un po’ di tempo a questa parte non si sente più parlare dei 25 milioni di euro che il Credito Sportivo del Coni avrebbe concesso al Comune di Napoli per la ristrutturazione del San Paolo. In realtà sembra che la quantità di danaro elargita sia di gran lunga inferiore rispetto a quanto chiesto da Palazzo San Giacomo. Secondo alcune indiscrezioni provenienti da Club Napoli All News infatti, la somma iniziale ammonterebbe a 5 milioni di euro, soldi che verrebbero impiegati per i lavori annunciati ieri da Borriello: tribuna stampa, spogliatoi della squadra avversaria (quelli del Napoli furono sistemati proprio da De Laurentiis) e zona accoglienza. Insomma, il biglietto da visita di qualsiasi impianto per le compagni che affrontano il Napoli. Guarda caso, proprio quello cui tiene maggiormente De Laurentiis: “Quando squadre come il Bayern Monaco o il Manchester City vengono al San Paolo, io mi vergogno delle condizioni in cui è il nostro stadio”, ebbe a dire tempo fa il presidente del Napoli.

Ovviamente non basterà questo a rendere l’impianto di Fuorigrotta adeguato alle esigenze di una squadra che sta sempre più espandendo i propri orizzonti, e ha come obiettivo quello di essere sempre presente nelle competizioni europee. I bagni sono totalmente da rifare, i seggiolini da cambiare, va adeguato l’impianto di illuminazione, quello idrico e quello elettrico; bisogna sistemare la fatiscente copertura d’acciaio, quel mostro voluto chissà da chi e chissà per cosa (non per proteggere dalla pioggia, perché non ci riesce) prima dei Mondiali del 1990.

Tutto questo semplicemente per rendere il San Paolo almeno presentabile, tralasciando ogni discorso di guadagno per il Napoli, che invece avrebbe bisogno di un impianto in grado di generare ricchezza economica. Un vulnus che il club sarà costretto a portarsi dietro per tanto tempo, a meno che De Laurentiis non decida davvero di intervenire in prima persona, costruendo un nuovo impianto.

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