Sponsor Napoli: da Cirio a Mandi, oggi ne sono due. E l’anno prossimo potrebbe cambiare qualcosa…

Lo sponsor presente sulle maglie da gioco della squadra di cui si fa il tifo é sempre stato importante per gli amanti del calcio. Più importante é lo sponsor ovviamente, più soldi porterà al club; e poi ci sono casi in cui alcuni marchi si sono legati per decenni ad alcune squadre: basti pensare alla Philips, che solo l’anno scorso si è staccata definitivamente dal Psv Eindhoven.

Nell’immaginario collettivo dei tifosi del Napoli resta impresso ovviamente lo sponsor presente sulle maglie azzurre che venivano indossate dai calciatori che diventarono campioni d’Italia: Buitoni prima, Mars poi. Ma anche Cirio, che compariva sulla prima maglia indossata da Maradona al suo arrivo a Napoli, nell’84. Nel 1992 Voiello accompagnò le gesta degli azzurri, protagonista dei difficili anni successivi alla dipartita di Diego da Napoli. Quella del 1993-’94 fu forse l’ultima grande impresa prima del fallimento avvenuto dieci anni più tardi: la squadra di Marcello Lippi, tra immani difficoltà economiche del club che non pagava nemmeno gli stipendi, riuscì ad arrivare al sesto posto e a raggiungere una bella qualificazione in Coppa Uefa. L’anno successivo arrivò Record Cucine, che si legò al Napoli per due stagioni: furono gli anni di Boskov, trascorsi con simpatia anche se senza risultati concreti. Poi fu la volta della Centale del latte di Napoli, che comparì sulle maglie azzurre per una sola stagione, quella del 1996-’97: gli azzurri, guidati da Gigi Simoni, furono protagonisti di un ottimo girone d’andata, chiuso tra lo stupore di tutti al secondo posto. Poi arrivò la notizia che il tecnico si era legato all’Inter per la stagione successiva, e Ferlaino decise di esonerarlo: Montefusco riuscì a salvare la squadra, ma perse la finale di Coppa Italia magnificamente conquistata dal suo predecessore. Contro il Vicenza, nella doppia finale, fu un vero e proprio massacro per il Napoli.

L’anno dopo arrivò Polenghi, insieme a Nike come sponsor tecnico. Fu un disastro: gli azzurri, dopo oltre trent’anni, retrocessero in Serie B con soli 14 punti all’attivo. E l’anno dopo andò ancora peggio: il Napoli, con Ulivieri in panchina, non riuscì a risalire. Dovette pensarci Novellino, nella stagione 1999-2000: lo sponsor era Peroni, che accompagnò il Napoli fino alla stagione 2002-2003. Nell’ultimo anno prima del fallimento invece, comparve sulle maglie azzurro il marchio Russo della pasta di Cicciano.

Poi arrivò Aurelio De Laurentiis, che almeno inizialmente non trovò sponsor all’altezza del club, benché si trovasse in Serie C. Così il produttore cinematografico decise di mettere sulle maglie il nome di alcuni film da lui prodotti o distribuiti, come Sky Captain and the world of tomorrow, che poi si sarebbe rivelato un vero e proprio fiasco in sala. Successivamente arrivò Mandi, del gruppo Zamparini, prima che il Napoli si legasse a doppio filo con Acqua Lete, un matrimonio che dura ancora oggi. Poi due anni fa la svolta: De Laurentiis ottiene per tutte le squadre di A il permesso di poter mettere un secondo sponsor sulle maglie: prima è toccato a Msc, oggi invece compare pasta Garofalo. E l’anno prossimo potrebbe cambiare ancora: si parla di un possibile accordo con Kimbo, già presente nel pool di sponsor del Napoli.

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