San Paolo, procedono i lavori. Sarà una stagione sofferta: il Napoli ha chiesto alla Lega la prima in trasferta

Messe da parte, almeno momentaneamente, le polemiche tra il Napoli ed il Comune, sono finalmente partiti i lavori al San Paolo. Le Universiadi dell’anno prossimo hanno fatto in modo che venisse accelerato l’iter burocratico: lo stadio, che ospiterà la manifestazione d’apertura e di chiusura oltre ovviamente le gare di atletica e di calcio, ha bisogno di un restyling totale, che ne migliori la qualità sotto tutti i punti di vista. Basti pensare, giusto per fare un esempio, che nella stagione conclusasi un mese fa, tra distinti, curva a e curva b erano solo tre i bagni a disposizione dei tifosi. E per ovviare al problema, nelle gare di Champions ed Europa League, il Napoli era stato costretto all’installazione provvisoria di bagni chimici. Una situazione che aveva più volte messo in imbarazzo i dirigenti del club al cospetto delle autorità Uefa. I punti di criticità, ad ogni modo, erano – meglio dire restano – molteplici. E i più importanti verranno superati attraverso i lavori iniziati dieci giorni fa e che dureranno almeno fino alla prossima primavera inoltrata. Con tanti disagi che i tifosi del Napoli dovranno affrontare. E per ovviare parzialmente ai quali il Napoli ha chiesto alla Lega di giocare in trasferta, il prossimo 19 agosto, la prima partita di campionato.

I lavori sono iniziati con la sostituzione delle balaustre, un aspetto riguardante la sicurezza cui la Uefa tiene in maniera particolare. E infatti il Comune ha dovuto muovere un passo ufficiale per tutelare il club dinanzi alla massima organizzazione europea: “Ho firmato una lettera alla società, che serviva al presidente poiché doveva mostrarla alla Lega e alla UEFA, che accerta i lavori allo stadio e l’impegno del Comune”, ha detto sabato l’Assessore Borriello. Obiettivo principale è mettere in sicurezza l’intero impianto e i 55 mila spettatori che potranno riempirlo a lavori conclusi. La capienza del San Paolo infatti, scenderà di circa 5 mila posti da quella attuale di 60 mila. Secondo le normative europee, i sediolini devono essere più larghi e grandi rispetto alle scocche rosse dello stadio di Fuorigrotta, che furono installate durante gli sciagurati lavori per i Mondiali del 1990. Bisognerà allargare anche lo spazio tra una seduta e l’altra, e per questo potranno esserne montati un numero inferiore di sediolini, che tra l’altro avranno un colore diverso da un settore all’altro.  E per tornare al discorso relativo ai bagni, saranno oggetto di un restyling totale, per andare incontro alle esigenze normali di un impianto con una capienza del genere.

Insomma, questa volta sembra proprio vero: dopo anni e anni di tribolazioni, il San Paolo è pronto a rifarsi il look. Le Universiadi sono stato il motivo scatenante di questi lavori finalmente iniziati, e che renderanno per un po’ di tempo un cantiere l’impianto di Fuorigrotta. Con una sorpresa in calce alle parole dell’Assessore Borriello. E anche in questo caso, la speranza è che sia finalmente la volta buona: “De Laurentiis ha ricevuto le rassicurazioni che desiderava, bastava ascoltarsi meglio nei mesi scorsi e si sarebbero evitate certe uscite pubbliche. Come cambierà il San Paolo? I lavori per le balaustre sono già partiti, per i bagni manca poco. Per il resto dei lavori, nel bando saranno valutate positivamente le offerte di chi riuscirà ad accorciare i tempi, ovviamente. Sediolini? C’è la possibilità di non chiudere settori interi, ma solo alcune zone, si può lavorare benissimo e svolgere regolarmente le manifestazioni sportive. Qualche disagio ci sarà ma nulla di cui preoccuparsi. Maxischermo? Rientrava nelle prescrizioni per le attività legate all’atletica leggera durante le Universiadi, quindi la certezza è che dovrà esserci per forza di cose”.

 

 

 

 

 

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