DOVE SAREMO/ Ultimo stadio: il futuro del San Paolo ancora avvolto dal mistero

San Paolo lavori – É stato definito da qualcuno lo stadio più fatiscente tra quelli di Serie A. Forse solo lo Scida di Crotone versa in condizioni peggiori del San Paolo: l’impianto di Fuorigrotta rappresenta un rischio per gli spettatori che ad ogni partita lo affollano. Nel corso degli anni abbiamo assistito a numerose dichiarazioni d’intenti, che poi sono rimasti tali: nella realtà dei fatti, solo Aurelio De Laurentiis è riuscito, anticipando soldi in parte mai restituiti dal Comune, ad evitare la chiusura del San Paolo.

San Paolo lavori ancora lontani

La questione è, per così dire, border line: spazia dalla politica al calcio, in una sottile linea che spesso confonde i due piani. Per capire bene cosa è successo, e cosa sta ancora succedendo, bisogna riavvolgere il nastro fino all’inizio del primo mandato del Sindaco De Magistris. Il primo cittadino di Napoli, appena eletto, dichiarò fieramente che, al termine del suo percorso a Palazzo San Giacomo, la città di Napoli avrebbe avuto un nuovo stadio. E in effetti l’operazione, seppur solo mediaticamente, era iniziata davvero. Il nuovo impianto sarebbe dovuto sorgere a Ponticelli, in una free tax zone, avrebbe avuto la funzione di risollevare le sorti di Napoli Est e sarebbe stato costruito dall’imprenditrice Marilù Faraone Mennella. Con un piccolo dettaglio: De Laurentiis non era stato informato di niente. E, al rifiuto dell’imprenditore cinematografico di portare il Napoli a giocare lì, la Mennella rispose in maniera piccata: “Non esiste solo il Napoli, potrebbe diventare la casa del Napoli femminile”. L’opinione pubblica ovviamente sorrise di gusto. La proposta, in seguito anche ad indagini relative alla campagna elettorale, cadde nel vuoto. E del nuovo stadio, da quel momento, le istituzioni non hanno più parlato.

Nel frattempo le condizioni del malato si aggravavano: il San Paolo iniziava a conoscere criticità che nel tempo non sono state curate, e lo hanno portato allo stato in cui versa oggi. Il mancato accordo tra Comune e Napoli sui lavori da effettuare, dietro una convenzione che le parti non hanno mai firmato, ha di fatto causato uno stallo che perdura ancora oggi. Nella scorsa campagna elettorale poi, il colpo di coda del Sindaco De Magistris, che chiese ed ottenne un finanziamento dal Credito Sportivo del Coni per provare almeno a rendere il San Paolo più accogliente.

Cambio dei seggiolini, sistemi elettrici e idraulici, sistemazione della copertura, rifacimento integrale della tribuna stampa e creazione di una zona di accoglienza come raccomandato dall’Uefa: saranno sostanzialmente questi i punti su cui si interverrà. La domanda è: quando? Dallo scorso mese di maggio e fino ad oggi, le dichiarazioni dell’Assessore allo Sport, Ciro Borriello, sono state ondivaghe. L’ultima è di qualche giorno fa: “La mia sensazione è che a breve inizieremo, tra due settimane, e faremo anche una conferenza stampa per annunciarlo”. A Palazzo San Giacomo si va a sensazioni quindi, nel frattempo il San Paolo è un minus per una squadra e una società che, pur con tanti problemi, porta con onore il nome di Napoli in giro per l’Europa.

 

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