Condizione fisica, Piano A e Piano B saltati: tre problemi per il Napoli. Sì al mercato, ma ad una condizione

La sconfitta con la Juventus è ancora lontana dall’essere digerita. Più che il risultato però, a destare preoccupazione nell’ambiente azzurro è tutto quanto scaturisce da questa partita, nella quale si è raggiunto forse il vertice basso di una parabola discendente iniziata già da qualche tempo.

No, non siamo pazzi. Il Napoli arrivava al match con la Juve da primo in classifica e con quattro punti di vantaggio sui bianconeri. Ma già nei precedenti incontri si era notato come qualcosa, nel meccanismo di squadra, si fosse inceppato. Le vittorie, contro le cosiddette “piccole”, erano arrivate comunque, a differenza di quanto accadeva l’anno scorso: segno che il processo di maturazione della squadra si stava completando. Ma da un mese, ormai, il Napoli era sulle gambe: lo smalto non era più quello dei tempi migliori; e, anche dal punto di vista del gioco, la brillantezza stava venendo a mancare.

ASPETTO FISICO 

Nel corso del calciomercato estivo, il club ha deciso di operare chirurgicamente laddove la squadra andava rinforzata. In buona sostanza, sono arrivati Mario Rui (al posto di Strinic) in difesa e Ounas come alternativa per il tridente offensivo. Il ragionamento di De Laurentiis e Giuntoli era probabilmente condivisibile: la profondità della rosa era giusta e, con un anno di esperienza alle spalle, le cosiddette alternative avrebbero potuto assicurare una rotazione maggiore, nelle scelte di Sarri, rispetto a quanto avvenuto lo scorso campionato. Dal canto suo, il tecnico ha invece deciso di puntare su un undici titolare ormai definito (Reina, Ghoulam, Koulibaly, Albiol, Hysaj, Hamsik, Jorginho, Allan, Insigne, Mertens, Callejon) e solo su alcuni degli altri componenti della rosa: Zielinski e Milik in primis, e a seguire Chiriches, Diawara e Maggio. Pochissimi minuti per Maksimovic, Giaccherini e Rog, quasi mai impiegati i nuovi acquisti Ounas e Mario Rui. Questa filosofia ha fatto in modo da far gravare sulle gambe dei titolarissimi la maggior parte degli impegni: dal preliminare Champions di agosto, sono sempre i soliti a tirare la carretta. Con la conseguenza di essere arrivati, in questo periodo della stagione, con quella mancanza di smalto e brillantezza di cui sopra. A questo si sono aggiunti gli infortuni di lunga degenza di Milik e Ghoulam.

PIANO A E PIANO B: INAPPLICABILI

La catena di sinistra, formata da Ghoulam, Hamsik e Insigne, è quella che sviluppa il gioco del Napoli. Tutti gli attacchi avvengono da quel lato, orchestrati soprattutto dall’esterno algerino che di quella catena è (era) una sorta di regista, e che negli ultimi tempi aveva maturato anche una certa propensione al gol. Venuto meno lui, Sarri ha dovuto forzare l’inserimento di Mario Rui, non ancora al 100% dopo l’infortunio al crociato patito la scorsa stagione, alternandolo con Hysaj fuori ruolo: il Napoli ne ha perso in fisicità, qualità, e corsa, dovendo praticamente rinunciare al Piano A del suo gioco. L’infortunio recidivo di Milik ha invece sottratto al Napoli il suo Piano B: l’attaccante polacco, oltre a costituire una validissima alternativa dall’inizio, era anche e soprattutto l’alternativa di gioco durante le partite. E, quando veniva inserito a partita in corso, Sarri stava spesso schierando la squadra con il 4-2-3-1, cercando una variante tattica per sorprendere gli avversari: un’evoluzione che, probabilmente, il tecnico azzurro avrebbe tenuto sempre più in considerazione, se solo non si fosse fatto male Milik.

QUALI SOLUZIONI?

Il mercato, certo: il Napoli dovrà intervenire a gennaio per portare in azzurro due calciatori – un esterno sinistro forte e un attaccante con le caratteristiche di Milik – che siano già pronti a giocare. Ad un patto però: che si tratti di acquisti condivisi tra club e allenatore. Il rischio è quello di investire soldi che non assicurerebbero un ritorno tecnico importante. Prima del mercato però, è lecito attendersi che lo stesso Sarri riesca ad avere una visione più ampia della rosa a disposizione. Trovare nuove soluzioni, anche con il materiale a disposizione, è possibile: Zielinski può sostituire all’occorrenza Insigne, Rog e Giaccherini vanno tenuti maggiormente in considerazione, Ounas deve rappresentare un’alternativa importante, e diversa (non per forza di cose “anarchica”) a Callejon. La ricerca della versatilità deve essere il prossimo passaggio da compiere, se Sarri vuole davvero cucirsi addosso l’etichetta di vincente. A giovarne non sarebbe solo lui, ma il Napoli tutto.

Vincenzo Balzano

 

 

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