DOVE SAREMO/ La nuova Champions League che favorisce la strategia di De Laurentiis

nuova champions napoliNUOVA CHAMPIONS NAPOLI - La riforma della Champions League sembra passata quasi sotto banco per l’opinione pubblica calcistica italiana. Una rivoluzione di cui beneficeranno le prime quattro Nazioni presenti nel ranking Uefa: Spagna, Germania, Inghilterra e Italia. La nuova formula sembra essere cucita addosso a questi quattro Paesi, che avranno ogni anno (a meno di clamorosi ribaltoni in classifica) quattro squadre direttamente qualificate ai gironi della Champions, senza l’incubo dei preliminari che, almeno da noi, hanno mietuto spesso vittime illustri.

NUOVA CHAMPIONS NAPOLI, LA STRATEGIA DI DE LAURENTIIS

Questa riforma porterà una serie di conseguenze positive che finora sono state sottovalutate da molti. Da molti, ma non da lui: Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli non ha mai fatto mistero dell’importanza di giocare la Champions League.

È quasi esclusivamente grazie agli introiti derivanti dalla partecipazione alla massima competizione continentale che la società riesce ad innalzare il proprio fatturato. E infatti l’assenza per due anni consecutivi dall’Europa dei grandi ha provocato un rallentamento notevole della crescita del Napoli. Ma la rivoluzione era nell’aria sin dal termine della passata stagione. I grandi club europei avevano sotto banco minacciato l’Uefa di voler creare una Super League tutta loro, in cui far confluire le entrate e da cui dividere egualmente, o quasi, i profitti. Così a Nyon hanno ceduto, e la nuova Champions è diventata realtà in poco tempo.

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A quel punto cos’ha fatto De Laurentiis? Capito che non avrebbe potuto più trattenere Higuain, ha investito i soldi ricavati dalla cessione dell’argentino per creare una squadra forte sì, ma molto giovane. Proprio perché, dall’anno prossimo, “basterà” arrivare quarti per assicurarsi la partecipazione ai gironi di Champions League. Una semina, quella di De Laurentiis, destinata a raccogliere i suoi frutti nel presente e, soprattutto, nel futuro. Una strategia a lungo termine, assolutamente condivisibile. Perché se il Napoli riuscisse, per quattro-cinque stagioni di seguito, a prendere parte in maniera assidua alla Champions, vedrebbe crescere il proprio fatturato in maniera molto più veloce e solida. E allora sì che si potrebbe colmare il gap, o quanto meno renderlo più lieve, con la Juventus. Cinesi permettendo, ovvio: perché se Milan ed Inter tornano in gioco con i capitali orientali, e la Roma si conferma squadra d’elite, il campionato italiano tornerà ad essere estremamente competitivo. E non è detto che sia un bene per il Napoli. 

 

 

 

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