Napoli, serve Woody Allen per capire il momento. Peccato per il ranking. Ora tutto sul campionato, con un obiettivo realistico

Chi guarda le partite del Napoli, in questo periodo, si trova dinanzi ad un dilemma immane: come giudicarle? Da dove bisogna partire per capire i motivi di un momento che, per i risultati prodotti, sembra davvero nero? Cerchiamo di dare un senso.

CITANDO WOODY - “Chi disse: “Preferisco avere fortuna che talento” percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde”: questo è l’incipit di Match Point, film del 2005 di Woddy Allen. Un concetto che potrebbe riversarsi interamente sulle ultime partite del Napoli, dove la sorte sembra aver avuto la meglio sul talento. Un periodo comunque, perché poi ci sono le certezze da cui ripartire: la squadra di Sarri è forte, magari non completa, ma forte e pronta a scrollarsi di dosso quest’alea negativa che l’avvolge. Perché poi uno la sorte – intesa come fortuna – deve andarsela anche a cercare. E allora, nel caso del Napoli, bisogna fare solo una cosa: lavorare, lavorare, lavorare. E magari, espugnare Firenze: sarebbe il toccasana per tutti i mali – se davvero vogliamo chiamarli così – di questo momento.

TRA RANKING E CAMPIONATO - Un aspetto estremamente negativo c’è. L’eliminazione dall’Europa League costerà tanto al Napoli, sia in termini economici – arrivare a vincerla avrebbe portato nelle casse del club una cifra vicina ai 20 milioni di euro – sia per quanto concerne il ranking. Il Napoli in questo momento resta sedicesimo, ma non potrà più migliorarsi. C’è una flebile speranza di arrivare ancora alla seconda fascia dei sorteggi di Champions League, più realisticamente sembra ormai assodato che gli azzurri saranno in terza fascia. Per quanto riguarda il campionato, inseguire quel “coso lì”, come l’ha chiamato Sarri ieri sera, è un obbligo per il Napoli a questo punto, ma non deve diventare un assillo. Altrimenti la rincorsa alla Juve potrebbe sortire effetti indesiderati. In fondo, vincere il campionato non era un obiettivo quest’anno, e non lo è diventato nemmeno a gennaio, quando il club avrebbe potuto intervenire sul mercato in maniera più decisa e invece non l’ha fatto. Perché? Molto semplice: il vero obiettivo della società è quello di tornare in Champions League. E per questo, la squadra è assolutamente all’altezza.

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