Napoli, rebus attaccanti: preso Milik, Gabbiadini se la vuole giocare. Si resta così?

L’addio di Gonzalo Higuain ha spiazzato un po’ tutti. I tifosi in primis, soprattutto per il suo passaggio proprio alla squadra più odiata: quella Juventus che, grazie anche alla cessione di Paul Pogba al Manchester United, ha avuto la liquidità per condurre in porto un’operazione così costosa. Spiazzato anche il Napoli, e in questo caso la lingua batte dove il dente duole: un club di comprovata esperienza calcistica avrebbe dovuto evitare, non tanto la cessione (dinanzi al pagamento della clausola rescissoria c’è ben poco da fare), quanto piuttosto il momento e il modo con cui si è materializzata. Perché se vendita di Higuain doveva esserci, bisognava farlo al massimo entro la fine di giugno, in modo da avere tutto il tempo possibile per porvi rimedio; e poi anche il come è avvenuta la cessione: senza avere un piano alternativo pronto da mettere subito in atto. Dilettanti allo sbaraglio verrebbe da dire, se non fosse che si parla di un club che tra pochi giorni si misurerà sul prestigioso palcoscenico della Champions League, e che è arrivato secondo in Serie A l’anno scorso, non in un campionato di terza lega asiatica.

Sic stantibus rebus, il Napoli ha dovuto fare di necessità virtù. Pagando Arkadiusz Milik la folle cifra oscillante intorno ai 30 milioni di euro: un attaccante che sicuramente ha delle qualità importanti, ma che resta comunque un ragazzo di 23 anni senza nessuna comprovata esperienza importante, al di fuori di quell’Ajax che l’ha lanciato, e che comunque non è più il club glorioso di una volta. Sarà il polacco dunque l’erede di un mostro sacro quale Gonzalo Higuain? Potrebbe: Aurelio De Laurentiis sta cercando insistentemente di portare in azzurro Mauro Icardi, che però l’Inter definisce incedibile; anche l’ultima offerta del Napoli, che ammonta a 60 milioni di euro più bonus, è stata rispedita al mittente. Un gioco al rialzo da parte dei nerazzurri? Difficile, considerando che a loro volta poi dovrebbero intervenire sul mercato per sostituire l’argentino con un tempo sempre più assottigliato a disposizione.

E poi c’è Manolo Gabbiadini. Nei giorni scorsi il suo agente, Silvio Pagliari, ha detto: “Siamo pronti a prendere l’eredità di Higuain, un attaccante che ha fatto grandi cose. Manolo si sente pronto a dimostrare quanto vale e non si sente inferiore ai nomi accostati al Napoli. Ha avuto la sfortuna di avere davanti un mostro sacro, ma non dimentichiamo la sua media realizzativa. Ha patito anche un infortunio alla caviglia. È arrivato il momento di prendersi questa responsabilità. Mi fa piacere l’affetto dei tifosi nei confronti di Manolo e questo sostegno lo prendiamo in considerazione anche per le nostre scelte. Manolo è un professionista serio e i tifosi lo apprezzano, per questo li ringrazio. Conosco Il ragazzo da ormai dieci anni, ha giocato in tanti moduli, ma i gol li fa sempre. È un ragazzo di altri tempi, ha una compagna, un figlio, non ha tatuaggi e forse questo non va troppo di moda. Le mie dichiarazioni sono frutto di riflessioni ponderate, è il momento di prendere decisioni importanti, lavorando tutti insieme. Il futuro di Manolo non dipende da noi, abbiamo dato la nostra disponibilità a restare. Vi faccio un esempio: se arriva Ibra è un discorso, ma dei nomi che girano non ci sentiamo inferiori. Non c’è la clausola rescissoria su Gabbiadini ed è anche un aspetto contrattuale che a me piace poco. Per stare insieme, bisogna volerlo in due. Se le volontà combaciano, si possono fare grandi cose”. 

Insomma, l’attacco del Napoli, per la prossima stagione, potrebbe essere formato davvero da loro due. Ma più che per una vera convinzione da parte del club, per una questione di mera convenienza. A Sarri la patata bollente.

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