DOVE SAREMO/ Un attaccante Pavoloso

PAVOLETTI NAPOLI - “Certi treni vanno presi al volo quando passano. In bocca al lupo”: è uno dei tanti commenti che in questi giorni girano sulle pagine social dei tifosi del Genoa. Il destinatario del messaggio è il prossimo acquisto del Napoli: Leonardo Pavoletti, che a 28 anni ha deciso di provare a dare la svolta definitiva alla sua carriera, accettando l’offerta azzurra. Perché certi treni, appunto, passano una sola volta nella vita.

PAVOLETTI NAPOLI, I DETTAGLI DELL’ACCORDO

Mercoledì prossimo si svolgeranno a Roma, presso Villa Stuart, le visite mediche. Un dettaglio non trascurabile, considerando l’infortunio che ha tenuto Pavoletti fuori da più di un mese, e tenendo conto anche che l’attaccante toscano si è spesso fermato in passato per acciacchi muscolari. Non dovrebbero esserci brutte sorprese comunque, l’accordo tra le parti è totale e il suo acquisto verrà ufficializzato dal Napoli all’apertura del mercato. Al Genoa andranno 13 milioni più due di bonus, per il calciatore invece è pronto un contratto di 4 anni e 6 mesi. Guadagnerà un fisso a stagione di 1,9 milioni di euro, ma grazie ai bonus accordati dal club potrà guadagnare fino a 2,4 milioni di euro all’anno.

Il destino di Pavoletti è stato segnato dal pallone fin dalla tenera età. Per meglio dire, dalla pallina: quella del tennis, per la precisione. Il papà di Leonardo è infatti maestro di un circolo in Toscana, dove Leonardo ha mosso i primi passi nel mondo delle racchette. Prima di capire, a nove anni, che il grande amore verso lo sport lo avrebbe portato a calciare con i piedi, e non con una racchetta.

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È cresciuto con due miti di livello assoluto, Pavoletti: Jean Pierre Papin e Marco Van Basten. Motivo? La sua passione per il Milan. Leo è un grande tifoso rossonero, passione ereditata dal padre: non sarà un problema comunque, perché ovunque abbia giocato, ha dimostrato di essere un professionista di livello assoluto, indipendentemente dai risultati raggiunti. Lo capiremo presto anche a Napoli: Pavoletti è uno di quei calciatori che tutti gli allenatori vorrebbero avere in rosa. Predisposizione infinita al sacrificio, sempre tra i primi ad arrivare all’allenamento, che per lui non si conclude mai insieme agli altri: resta spesso in campo a provare conclusioni, rigori e calci di punizione.

E poi ha quelle caratteristiche che Sarri cerca in una punta: movimento e inserimenti, ma anche la capacità di giocare con la squadra e spalle alla porta. Qualità che ne hanno fatto un attaccante moderno e vincente o, per dirla con i tifosi del Genoa, Pavoloso

 

 

 

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