DOVE SAREMO/ Il futuro del Napoli nelle notti d’oriente: De Laurentiis pronto ad aggredire il mercato cinese

“La Juventus fattura 180 milioni in più rispetto al Napoli. Datemi 100 milioni in più di quello che fatturiamo noi e vi faccio vedere come si vince”: Aurelio De Laurentiis non perde occasione per ricordare alla platea napoletana come la differenza tra la squadra partenopea e quella bianconera risieda soprattutto nella vasta disponibilità economica che gli Agnelli, attraverso Exor, mettono a disposizione ogni anno per il club di famiglia. Il ragionamento che fa il produttore cinematografico è assolutamente condivisibile, anzi: si può dire che, in proporzione ai due fatturati, il Napoli vinca di più rispetto alla Juventus, alla quale ora le pesa l’obbligo di alzare al cielo la Champions League per giustificare, ad esempio, i 94 milioni spesi per l’acquisto di Gonzalo Higuain.

Molto più virtuosa la gestione societaria del Napoli, e questo gli è sempre stato riconosciuto a De Laurentiis. La domanda che ora tutti si pongono è una sola: cosa è possibile fare per cercare di innalzare il fatturato del club, se non al livello della Juve, almeno avvicinandosi? Lo scorso mese di settembre il presidente ha viaggiato tanto, facendo una tappa lunga anche in Cina, per la precisione a Pechino e Shanghai. Ufficialmente è stato lì per motivi cinematografici: ha partecipato ad una rassegna in compagnia di Carlo Verdone. Tra un appuntamento di cinema ed un altro però, De Laurentiis ha trovato anche il modo di sondare il terreno per un eventuale sbarco del Napoli in Oriente, testando la conoscenza e la percezione che i cinesi hanno degli azzurri.

Un piccolo, primo passo, per fare in modo che il “prodotto” Napoli possa trovare riscontri anche all’estero, in un mercato come quello cinese che, per quanto riguarda il calcio, è in continua espansione: basti pensare che Marcello Lippi, allenatore pluridecorato e campione del mondo nel 2006, è diventato il nuovo CT della Cina. “Lo sviluppo del calcio è fondamentale per fare della Cina una nazione leader nel panorama sportivo internazionale”: lo ripete spesso il presidente Xi Jinping. Per questo il governo cinese ha dato il suo benestare agli affari che hanno portato grandi gruppi orientali quali Suning e Sino a comprare Inter e Milan. L’obiettivo è quello di interagire con i paesi più evoluti dal punto di vista calcistico, per arrivare prima o poi ad essere uno di loro, e ad ospitare, un giorno non troppo lontano, i Mondiali di calcio. 

E De Laurentiis? A dir la verità aveva previsto tutto questo già 12 anni fa, quando arrivò a Napoli e si giocava la Serie C con la Napoli Soccer. “La Cina diventerà la nuova frontiera del calcio”, amava ripetere il produttore cinematografico, con giornalisti e addetti ai lavori che pensavano si trattasse di una follia, o comunque di un qualcosa molto al di là da venire. E invece nel giro di pochi anni si sono invertiti i punti di forza: ora sono i cinesi a possedere le maggioranze di due dei più grandi club italiani. Proprio per questo, l’estate scorsa, il presidente del Napoli ha deciso di allargare l’organigramma societario, rinforzando soprattutto il reparto commerciale: Serena Salvione, giovane donna e manager espertissima di mercati orientali, avrà il compito di traghettare il Napoli verso est. Il nuovo mercato ora è lì, e già a breve termine potrebbero esserci clamorose sorprese: “Potremmo valutare l’ipotesi di dividere il prossimo ritiro estivo in due parti: dieci giorni in Trentino come sempre, e dieci giorni in Cina”. Lo ha detto De Laurentiis pochi giorni fa. Il futuro è ora, inutile perdere tempo.

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