Milik-Napoli, storia di un amore già sbocciato, e niente paragoni col passato. Ora Napoli è “Napolonia”

“Milik, Milik”: sabato sera, al San Paolo, è risuonato subito il coro dei tifosi per il centravanti polacco, quel motivetto tambureggiante che, l’anno scorso, veniva riservato a sua maestà Gonzalo Higuain. Morto il re, viva il re: Arkadiusz Milik ha già conquistato il cuore dei napoletani. Al di là dei due gol messi a segno contro la squadra rossonera.

Perché ai tifosi azzurri si potrà pure imputare di essere calorosi fino al limite della pressione, ma una cosa è certa: di calcio, loro, ne capiscono molto di più di tanti soloni che pontificano dalle poltrone dei talk show. Per un motivo molto semplice: giudicano quello che vedono. E da queste parti qualche campione è passato, in modo da concedere a chi ogni domenica sale sugli spalti del San Paolo di poter fare paragoni, e più in generale di emettere un giudizio. Quello su Milik non può che essere positivo, come detto, indipendentemente dalla doppietta segnata a Donnarumma. I movimenti sono da punta vera: attacco alla profondità a dettare i tempi di gioco ai compagni, spalle alla porta pallone inchiodato tra i piedi per consentire alla squadra di respirare. Senso del gol sotto porta: la prima rete è frutto di un tocco sporco, sembrava quasi uno di quei gol che hanno reso grande Pippo Inzaghi. Il colpo di testa a siglare il due a zero è la perfezione di uno schema provato e riprovato, paragonabile per tempismo al cosiddetto “terzo tempo” del basket. E, in fase di non possesso, le caratteristiche che più piacciono a Sarri: Milik è stato il primo a portare pressing sul portatore di palla, sorretto comunque da una condizione fisica già buona. Come l’intesa con i compagni di squadra, soprattutto con Dries Mertens: lo stesso attaccante polacco, dopo la partita, ha twittato un’immagine che ritraeva una caricatura dei due con la scritta M&M’S, a scimmiottare una nota marca di praline di cioccolato.

Fin qui il lato tecnico. Poi c’è quello ambientale, e anche in questo caso i giudizi non possono che essere positivi. Milik, insieme al compagno di squadra Zielinski e al giovane della Primavera Lasicky, ha creato il sostantivo “Napolonia”, che accompagna ormai le loro “uscite” su Twitter.

Mi sento migliorato, ho cambiato tante cose nella mia vita calcistica. Sto lavorando sodo al Napoli per trovare con continuità un posto da titolare. Voglio giocare il più possibile. Sicuramente con il Milan è stato un ottimo inizio per me e anche per la squadra, visto che ci serviva una vittoria dopo il pareggio nella prima giornata”.

“Non mi pesa essere stato pagato 30 milioni di euro. Ogni partita scendo in campo per dimostrare il mio valore, anzi devo far capire a tutti che valgo quella cifra”.

 Al San Paolo c’è un clima pazzesco, difficile da paragonare ad altre situazioni. La città è bella e mi piace passare del tempo in giro, anche se ci sono alcune parti sporche”. Insomma, Arkadiusz Milik, di Napoli, ha già capito tutto. In bocca al lupo.

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