Maglia Napoli Snaidero, le particolarità di una maglia di 40 anni fa

C’era una volta il calcio, quello in cui i campioni arrivavano allo stadio con il tram. Niente Ferrari o Lamborghini, di solito passavano tranquillamente tra le altre persone, senza bodyguard. Le squadre, infatti, non sono sempre state considerate aziende ed il loro chiodo fisso non è sempre stato il fatturato. Un tempo le compagini calcistiche erano delle semplici e meravigliose fabbriche di sogni, simboli in cui identificarsi. E, di certo, nessuno conosceva il significato delle parole plusvalenze e doping. I giocatori erano uomini normali, comuni, ma con un talento grande nel correre e calciare un pallone di cuoio pesante. Anche i loro fisici erano normali, comuni, come i loro volti. Era un gran bel gioco, pulito, molto vero, estremamente affascinante, l’inizio di uno degli amori più duraturi che la storia racconti.

Nel 1981 il Napoli era guidato da uno di quegli uomini, Rino Marchesi. Aveva una buona squadra di cui non si ricordano risultati irripetibili o grandi vittorie, ma per la quale tante persone erano disposte a riempire lo stadio San Paolo, grazie anche ad un biglietto modico ed alla portata di tutti. Quell’anno gli azzurri acquistano un giocatore dal Catanzaro. Faccia burbera, baffo folto e niente tatuaggi. Massimo Palanca ed il suo piedino fatato non fecero chissà quali meraviglie alle falde del Vesuvio, ma nessuno si strappò i capelli. Perché Palanca può essere considerato il simbolo di cui parlare per descrivere quel calcio. Un giocatore che, insieme ai suoi compagni, regalava in campo ad orme di persone 90 minuti di fuga da una realtà talvolta difficile. Sudavano in quelle maglie così pesanti, abituate ad essere tirate, e il fastidio maggiore era rificcarle nei calzoncini. La loro stanchezza la si vedeva e la si percepiva anche a distanza perché scolpita sui loro volti.

Li è nato tutto, li è scoppiato l’amore, lì il calcio è diventato il gioco più seguito del mondo. Testimonianza indimenticabile di quella stagione 1981/1982 è sicuramente la Maglia Napoli Azzurra Snaidero nr.9. Prodotta dalla Ennerre, la casacca in lanetta azzurra a maniche corte, con dettagli a strisce bianche e azzurre, ha il Collo a “V”, lo sponsor Snaidero serigrafato ed il numero 9 applicato con cucitura a zig zag. Un capo unico, solo per veri appassionati. Nostalgici e puristi, bandiere e gagliardetti, se cominciassimo a paragonare quello che era con quello che è, sembrerebbe quasi di non parlare nemmeno dello stesso sport. Ma questo è quanto, meglio il prima o il dopo sarà il quesito che ci farà riempire di parole le sale dei bar ancora per parecchi anni. E, di sicuro, non ne verremo mai a capo.

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