L’ipocrisia dei giudici di Maradona: parlano di Diego per un solo motivo

“Non sarò mai un uomo comune”: è la frase che meglio di tutte sintetizza la vita di Diego Armando Maradona. La pronunciò in un’intervista a Gianni Minà nel 2001: erano gli anni in cui il Pibe faceva i conti con gli eccessi della sua vita, andando anche vicino alla morte. Minà è uno di quei giornalisti definiti scomodi: non è mai stato asservito ad alcun potere, ha sempre detto liberamente ciò che pensava e, soprattutto, prima di parlare di un argomento lo studia approfonditamente. Non a caso ha avuto il privilegio di intervistare alcuni tra i più grandi personaggi della storia degli ultimi 30 anni. E da Gianni Minà non è mai arrivata una parola contro Maradona: semplicemente perché è riuscito a entrare nel substrato del personaggio, riuscendo a capire i veri motivi dei suoi comportamenti a dir poco sui generis. Non per questo cercando a tutti i costi di volerlo giudicare ne tantomeno di volerlo giustificare.

Perché il giudice più severo di Maradona è sempre stato se stesso. Ha sempre rifiutato l’idea che un calciatore, così come una rock star o un tennista che dir si voglia, dovesse fungere da esempio per i più giovani. “A quello deve pensarci la famiglia”, ha ripetuto più volte. E dargli torto è obiettivamente difficile.

Da questo pulpito non cadiamo nella trappola del “può fare ciò che vuole, è Maradona”. Siamo tifosi del Napoli, e di conseguenza amanti fino all’osso di Diego. E che alzare il dito medio in uno stadio sia sbagliato, non abbiamo bisogno che Enrico Mentana o Cristiana Capotondi ce lo vengano a ricordare. Piuttosto ci farebbe piacere che, la stessa eco mediatica del caso Maradona, l’avessero avute in passato le porcate che si cantano contro Napoli, contro il Napoli e contro i napoletani. Ma si sa, farebbe poco notizia. Invece parlare di Diego fa notizia eccome: chiunque lo abbia nominato in questi giorni sta ricevendo un’esposizione mediatica senza precedenti.

Non è giusto. Ma poche cose, nella vita, lo sono. Diego lo sa, e non si incazza nemmeno più per questo. Ma sulle sue condizioni di salute sì, e chi non lo farebbe al posto suo. Così ha deciso di mettere una taglia a chi ha messo in giro la fake news della sua morte. Un eccesso anche questo, forse. Che ci provoca un sorriso e via. Esattamente come succedeva quando era in campo.

Vincenzo Balzano

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