La crioterapia: un metodo antico per risultati moderni. E i calciatori apprezzano

I ritmi imposti dal calcio moderno sono molto serrati. Il numero di partite è cresciuto a dismisura, in media un giocatore di una grande squadra scende in campo almeno 50 volte in una stagione. Questo comporta ovviamente un aumento incredibile degli infortuni muscolari che possono capitare. E per questo bisogna aggiornarsi, studiare e avere un equipe medica sempre all’avanguardia per poter prevenire e nel peggiore dei casi affrontare questo tipo di infortuni.

Proprio in virtù di questo, esiste oggi la crioterapia: si tratta di una forma di riabilitazione sempre più usata dai calciatori professionisti: il suo nome viene dal greco kyros, letteralmente “freddo”. La crioterapia infatti è praticata tramite il raffreddamento del corpo umano a temperature che possono arrivare fino a 170 gradi sotto zero: è un metodo utilizzato per ridurre al minimo i tempi di recupero e lenire il dolore degli infortuni di matrice muscolare.

Il Paris Saint Germain ha ormai adottato da tempo la crioterapia, come mostrano spesso gli stessi calciatori – tra i quali Marco Verratti – postando le immagini sui propri profili dei social network. Anche il Napoli quest’anno, con l’avvento di Sarri, l’ha utilizzata: il professor Sinatti, che fa parte dello staff del tecnico partenopeo, la ritiene un ottimo metodo per prevenire e guarire gli infortuni.

É un trattamento che ormai la ricerca medica ha reso una terapia curativa sicura ed efficace: nel corso degli anni sono stati ovviamente apportate delle modifiche e dei miglioramenti, sfruttando sempre il concetto di base: immergere il corpo in una vasca con temperature rigidissime: il tutto migliora il benessere fisico, fa smaltire in maniera più veloce l’acido lattico e migliora di molto la circolazione sanguigna, grazie all’effetto dapprima vaso-costrittivo e in seguito vaso-dilatatorio.

 

 

 

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