Insigne presenta Ancelotti: “E’ uno di noi, dialoga e fa gruppo. Si vede subito che è un grande. E Ronaldo alla Juve non fa paura”

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Lorenzo Insigne non ha alcuna intenzione di muoversi da Napoli, sebbene la presenza ingombrante di Mino Raiola come procuratore, imponga di andare cauti con verità assolute. Una, però, Insigne la racconta, in una bella intervista concessa alla Gazzetta dello Sport: “Tranquilli. Raiola sposta solo i giocatori che gli chiedono di andar via. Non agisce di testa propria”. La sua testa, quella di Insigne, esprime invece la ferma volontà di voler continuare a difendere i colori della sua terra. Anche se non sempre si sente libero nella sua terra, e anche se con i suoi concittadini ha avuto in passato qualche screzio. “Mi dispiace soprattutto per Carmine e Cristian, i miei figli. Non possono nemmeno giocare in strada come facevo io da piccolo, perché sono i figli di Insigne. Ma appena posso con Jenny li portiamo a mangiare una bella pizza al lungomare. Sappiamo che è così e ci siamo abituati. A me piace il contatto con la gente, Napoli ti abbraccia e ti avvolge. E ora ho imparato a trovare l’equilibrio. So che a me la gente chiede sempre qualcosa in più. Prima ci restavo male, a volte, nella maturità l’ho tramutato in uno stimolo in più. Zittiti i tifosi durante la partita con il Chievo? Lì c’era anche rabbia. Perché i tifosi hanno diritto di contestare, ma un attimo dopo il fischio finale. Perché non c’è squadra o sportivo che non avverta flessioni o difficoltà in una sfida. In quel caso la reazione deve essere di gruppo, caratteriale. E avere la gente che ti sostiene è importante”. 

Il campionato scorso resta, nella mente di Insigne e probabilmente di tutti gli azzurri, una ferita ancora aperta: “Ce la portiamo dentro, insieme alla voglia di far meglio. Al di là delle polemiche, dobbiamo migliorare nella gestione dei momenti delicati di una stagione. Squadra, società e ambiente: tutti insieme”. Tanto per far capire che serve l’aiuto di tutte le componenti per arrivare all’obbiettivo tanto agognato.

Un passaggio obbligato sull’acquisto, da parte della Juventus, di Cristiano Ronaldo: “Benvenuto a lui, ma sono curioso di vedere come si adatterà al nostro campionato. Non potrà vincere le partite da solo. Personalmente, anche per come intendo io il calcio, preferisco Messi. Ma le doti del portoghese non sono in discussione: se ha vinto cinque Palloni d’oro qualcosa significa. Le difese italiane sono fortissime, anche se lui proprio contro la Juve ha dimostrato di essere un fenomeno. Però in un torneo lungo vedremo. Magari Ronaldo si risparmierà per puntare alla Champions, che è il suo grande obiettivo. E poi a noi, negli ottavi di Champions di due stagioni fa, non è riuscito a far gol. Speriamo di ripeterci”.

E a proposito della Champions League, e dell’Europa in generale, non ci sono dubbi che sia proprio lì che il Napoli deve migliorare il suo rendimento. Per espresso volere di De Laurentiis: “E sono convinto che con Ancelotti ci riusciremo. I suoi numeri in Champions sono favolosi, l’approccio con il mondo Napoli è stato eccellente. Trasmette grande serenità a tutto l’ambiente. Mi ha stupito la semplicità dei gesti. Fa la doccia con noi, approfitta di ogni momento nello spogliatoio o a tavola per dialogare, far gruppo. Per esempio ha “costretto” i nuovi a salire su una sedia e cantare. E lui accanto, a condividere ogni cosa. Pure il presidente è più sereno da quando c’è lui. Sarri? Quello che abbiamo realizzato grazie a lui negli ultimi tre anni rimane indelebile. Dobbiamo solo ringraziarlo per ciò che ci ha insegnato del calcio. Tempi e movimenti che ha saputo darci in campo restano eccellenza. Ora Ancelotti ha saputo apprezzare tutto questo e lo coniuga alla luce della sua grande esperienza. Per certi versi, con i dovuti distinguo, stiamo rivivendo sensazioni simili nel passaggio da Mazzarri a Benitez. Anche stavolta passiamo da toscani più duri nel lavoro a tecnici di maggiore esperienza internazionale. E io ho imparato tanto da tutti e spero ora ancor di più».

E nella prossima stagione sarà vietato perdere partite in albergo, la sera prima di giocarle: “Basta parlarne. Dobbiamo far esperienza e diventare più forti delle avversità, saper reagire psicologicamente senza abbatterci. Ancelotti ci sta aiutando molto anche nel crescere come mentalità”.

La sensazione, forte, è quindi che il Napoli il suo top player lo abbia già eletto. Non gioca, non va in campo, sta in panchina e risponde al nome di Carlo Ancelotti. Lorenzo Insigne e i suoi compagni sono pronti a gettarsi nel fuoco per lui. Perché sanno che lui, Carletto, sarà al loro fianco sempre.

 

 

Post Footer automatically generated by wp-posturl plugin for wordpress.

Leggi Anche: