Il Napoli perde a Roma e mette in pericolo il secondo posto. Ma è da dopo Torino che c’è stato il crollo

La sconfitta che non t’aspetti. Perché all’Olimpico, contro la Roma, il Napoli aveva il vantaggio di giocare con due risultati su tre a disposizione; perché tutti avevamo creduto che alcune lezioni del passato fossero servite per non ripetere più gli stessi errori. E invece niente: il Napoli ci è cascato di nuovo.

 

Un gol nel finale di partita, una disattenzione dopo aver giocato anche bene il match contro la squadra di Spalletti. La concentrazione che cala nei minuti ultimi della partita, un errore commesso anche nel match scudetto dello scorso 13 febbraio. Non ha imparato il Napoli: è su quest’aspetto che dovrà concentrarsi il lavoro di Sarri nella prossima stagione. Mantenere alta la tensione per novanta minuti più recupero è la peculiarità delle grandi squadre. Gli azzurri, evidentemente, non lo sono: non ancora almeno. Forti sì, con un gioco da far invidia certo, ma anche con alcune pecche che rischiano di rovinare una stagione bellissima.

L’aspetto mentale è fondamentale. E in tal senso c’è un dato che fa riflettere: dopo la sconfitta dello Juventus Stadium, gli azzurri hanno inanellato finora solo 17 punti. Meno di Inter e Genoa, gli stessi di Sassuolo e Chievo Verona. Giusto per farsi un’idea. Una scia negativa che ha trovato piede soprattutto nelle gare in trasferta. Sono zero i punti conquistati dal Napoli nelle ultime tre. Un dato fondamentale su cui riflettere.

 

 

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