Il futuro di Sarri ancora in bilico. Conferma o addio, i motivi che pendono da un lato e dall’altro

Fino a domenica non ci saranno incontri tra Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri. E la speranza, magari, è che ci possano essere ulteriori rinvii: significherebbe che il Napoli è ancora in corsa per lo scudetto. Ma il 22 aprile potrebbe segnare davvero lo spartiacque della stagione azzurra: dopo il match con la Juventus, bisognerà iniziare ad agire in vista del prossimo campionato. Conoscendo, innanzitutto, il nome dell’allenatore che siederà in panchina nella stagione 2018/2019. 

Iniziamo dai fatti: il contratto di Maurizio Sarri scade nel 2020, quindi in realtà problemi non dovrebbero essercene. A meno che, qualche club, non arrivi a pagare la clausola rescissoria che De Laurentiis e il tecnico hanno posto sul contratto, e che ammonta a 8 milioni di euro. A quel punto, conterebbe la volontà del tecnico: interpretarla adesso risulta difficile, anche se dalle parole di tutte e due le parti in causa qualcosa si può iniziare a ricavare.

Sabato, alla vigilia del match con il Milan, il presidente del Napoli ha iniziato ad uscire allo scoperto: “L’ambiente Napoli sa che non può andare oltre certi limiti di fatturato, stiamo lottando per cambiare le regole del calcio e per aumentare le possibilità di progettabilità o fatturabilità per permettere maggiori spese. I calciatori sono passati a cifre folli da quando sono arrivati gli arabi… Insomma, bisogna rivedere tutto. Anche perché nei prossimi cinque anni devo investire nel nuovo stadio e nel nuovo centro di allenamento del Napoli. Almeno 120-150 milioni di euro da mettere sul tavolo”. Una dichiarazione d’intenti, quella del numero uno partenopeo, che ha fatto capire come il club non possa ancora spostarsi da certi parametri. Che, anzi, potrebbero essere rivisti al ribasso se davvero il Napoli deciderà di investire sui beni immobili quali stadio e centro sportivo.

Chi ha saputo leggere tra le righe, ha potuto carpire la risposta che, indirettamente, ha dato Sarri a De Laurentiis dopo la partita: “Io attualmente ho già un contratto. Se si continuasse così, guadagnerei comunque tanto rispetto a cinque anni fa, anche se meno rispetto ad altri. Ma su questo punto il presidente mi ha dato ampia disponibilità, quindi il lato economico inciderà zero, così come il risultato finale di questa stagione. Cosa sarà decisivo allora? Se avrò la percezione di poter corrispondere la passione e l’amore che questa tifoseria nutre nei miei confronti, resterò volentieri. Altrimenti lo farò meno volentieri”. Che in poche parole significa: se il Napoli ha intenzione di costruire una squadra molto più competitiva rispetto a quella attuale, non ci saranno problemi.

La disputa, quindi, si giocherà sulla strategia che il club ha intenzione di attuare sul mercato. Sarri vuole calciatori che abbiano già esperienza in Serie A, che possano essere plasmati ai suoi dettami tattici senza necessitare di mesi e mesi di apprendistato prima di poter essere schierati in campo. Tanto per fare un esempio, l’identikit di questo giocatore potrebbe essere quello di Verdi e non quello di Machach, giusto per ritornare all’ultimo mercato invernale. Il Napoli sarà in grado di dare, in sede di trattativa, questa garanzia a Sarri? La partita si gioca tutta su questo piano. E non è per nulla scontata.

Vincenzo Balzano

 

 

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