I loghi delle squadre: per gli inglesi il più brutto è quello del Napoli

Il logo di un’impresa continua ad essere anche oggi un concetto sottostimato da tantissime aziende, che non ne capiscono l’importanza: avere un ottimo logo serve a far crescere il proprio business finalizzando l’azione a una crescita sul mercato, dove in teoria, grazie ad un logo importante, è possibile arrivare addirittura ad assumere una posizione dominante.

Ora capovolgete il discorso, e avrete un effetto esattamente contrario: un logo dal design orribile può addirittura arrivare all’ipotesi estrema di far fallire una società. Proprio per questo bisogna essere oculati nella scelta dello stesso, creativi ma non troppo, rivoluzionari a seconda del proprio bisogno o legati alla tradizione se il target della clientela lo impone.

Un concetto, questo, che vale tantissimo anche nel calcio. Dove spesso sono state fatte classifiche per capire quali sono quelli più belli e quelli più brutti, per analizzare il loro impatto sul mercato e garantire agli utenti un qualcosa in cui identificarsi.

Il logo per una squadra di calcio è tutto: ci sono tifosi (e calciatori) che se lo sono tatuati, ma soprattutto determina spesso i colori di maglie, sciarpe, bandiere. Il Daily Mail, lo scorso mese di aprile, ha stilato quindi la classifica dei dieci stemmi più brutti del mondo del calcio. E la sorpresa è che all’ultimo posto si classifica proprio quello del Napoli. Quello che attualmente campeggia sulle maglie azzurre è il logo introdotto da Aurelio De Laurentiis nel 2006, dopo la promozione dalla Serie C alla Serie B e la conseguente eliminazione del nome Napoli Soccer. Così il l0go è composto da due cerchi di diverse tonalità di blu, con una semplice N che campeggia al centro. Simile a quello che c’era prima del fallimento, e che all’interno del cerchio esterno riportava anche la scritta SSC Napoli S.p.A.

Al nono posto di questa particolare classifica c’è il Bohemians, all’ottavo il Melbourne Victory: entrambe squadre australiane, entrambe con un logo orribile.

Il giro del mondo ci porta poi in Germania, dove quelli dell’Amburgo e del Wolfsburg sono stati giudicati tremendamente brutti: settimo e sesto posto per loro. I New York Red Bull e il Newell’s Old Boys si trovano al quinto e al quarto posto, mentre sul podio troviamo il logo dello Zenit San Pietroburgo, quello del Pacos de Ferreira e del Valenciennes.

 

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