I gol di Higuain sono già un ricordo. Almeno per ora: Gabbiadini e Milik, a loro l’eredità?

Più passano i giorni, più si assottigliano le probabilità che il Napoli riesca a prendere un altro attaccante. É vero che il nuovo acquisto, Arkadiusz Milik, ha preso la maglia numero 99 per lasciare libera la 9 (imposizione societaria più che libera scelta), ma arrivare ad Icardi, in questo momento, sembra molto difficile. L’argentino è il bersaglio numero uno del Napoli, la cui ultima offerta all’Inter è stata di 55 milioni di euro. Niente Gabbiadini, almeno per ora; o meglio, se vorrà, dovrà essere il club nerazzurro a chiedere di inserire nella trattativa l’attaccante bergamasco.

RAPPORTI RICUCITI? - Ieri però, per la permanenza di Icardi all’Inter, potrebbe essere stata una giornata decisiva: l’addio di Roberto Mancini e il conseguente ingaggio di Frank De Boer potrebbero contribuire a sanare i rapporti tra le due parti. Perché al di là dell’aspetto economico (per restare a Milano il giocatore chiede un ingaggio pari a quello che gli offre il Napoli, vale a dire 6,5 milioni di euro a stagione) potrebbe contare anche il cambio tecnico in panchina: tra Mancini e Icardi non correva più buon sangue, e il tecnico di Jesi avrebbe confidato, nei giorni scorsi, di non capire per quale motivo l’Inter si ostinasse a tenere l’argentino e non prendesse invece proprio Gabbiadini.

SUPERMAN-OLO - L’attaccante che l’anno scorso ha dovuto praticamente guardare quasi sempre dalla panchina Higuain che mitragliava le reti avversarie, ora sente dentro di sé una fiducia maggiore: non avere davanti un mostro sacro come il Pipita gli consente evidentemente di esprimersi per quello che è, di mettere in mostra le sue qualità senza condizionamenti mentali. Si tratta di calcio estivo e quindi da prendere con le molle, ma intanto Gabbiadini è il capocannoniere del Napoli in queste prime amichevoli estive: due gol con l’Anaune, due gol con il Trento e poi le quattro reti con cui ha schiantato il Monaco l’altra sera al San Paolo.

L’EREDITÁ - In totale fanno 8, un bel bottino che rappresenta una ritrovata verve per il buon Manolo; che sicuramente non ha le caratteristiche di Higuain, ma che se lanciato in velocità – proprio come accaduto l’altra sera contro i francesi – può far davvero male. Il killer instinct non gli manca, sotto rete non perdona; ancora ieri l’agente del calciatore, Silvio Pagliari, ha dichiarato: “Lo abbiamo detto più volte, siamo pronti a prenderci la maglia da titolare in attacco. Mentalmente è troppo più forte di altri calciatori, soprattutto vista la situazione di mercato che vive. E risponde in questo modo. È semplicemente cambiata la situazione, visto che ormai non ha più un mostro sacro avanti. E questo influenza il ragazzo negli allenamenti e nelle partite. Ora si gioca il posto con un altro calciatore giovane e forte, ma il mostro sacro non c’è più”. Non c’è più Higuain, ma Arkadiusz Milik, uno che finora, almeno in Olanda, i gol li ha sempre fatti. E allora potrebbe toccare a loro due prendere l’eredità del Pipita, con tanti saluti a chi vorrebbe un bomber da 30 gol e 70 milioni di euro. Sai che bingo per De Laurentiis se avrà avuto ancora una volta ragione lui…

 

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