Hamsik si è ripreso il Napoli. E l’Italia intera torna ad invidiarcelo

Ricordate il Marek Hamsik della passata stagione, lento, impacciato, a volte un pesce fuor d’acqua nello scacchiere di Rafa Benitez? Bene, potete anche dimenticarlo. Perché l’Hamsik di oggi è totalmente un altro calciatore: l’avvento di Sarri lo ha restituito – se non ad una posizione – a dei movimenti a lui più congeniali. In poche parole: il tecnico partenopeo lo ha allontanato dalla porta per farlo entrare nuovamente nel vivo del gioco. E i risultati sono arrivati sin da subito, mostrando un Hamsik nuovamente padrone della mediana del Napoli, che ora governa con destrezza pur rinunciando ad una certa prolificità sotto rete.

Così sono ormai un triste ricordo le sostituzioni cui ormai sistematicamente Benitez lo sottoponeva nell’ultimo periodo napoletano. Oggi Hamsik è di nuovo intoccabile, dai suoi piedi sono tornate a passare quasi tutte le azioni del Napoli, e la sua capacità negli assist ai compagni è diventata nuovamente concreta. Seppur con qualche piccolo passaggio a vuoto, Hamsik sembra migliorato anche in quella che era considerata la sua pecca principale: la personalità.

Ventotto anni a luglio, lo slovacco, che ormai porta i gradi di capitano del Napoli – dopo la partenza di Cannavaro -, è un simbolo che difficilmente verrà strappato dall’azzurro. Ha giocato, in questa stagione, 2861 minuti – è tra i più impiegati da Sarri – ha segnato 7 reti finora (5 in campionato e 2 in Europa League) e ha totalizzato ben 36 presenze. Insomma, per dirla tutta Hamsik è il Napoli, se l’è ripreso dopo un anno di fatica e di incomprensioni, è bastata la semplicità dei concetti di Sarri per rimetterlo al centro del motore azzurro. E lui ora sta ricambiando: sempre tra i migliori in campo, è un giocatore più maturo rispetto a quello che eravamo abituati a vedere. Un giocatore che l’Italia intera, ma non solo, è tornata ad invidiarci.

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