#Hamsik116: “Ma c’è spazio per un tatuaggio. A maggio…”

Non sarà il giocatore più forte al mondo, ma forte certamente lo è, e la bellezza di questa storia risiede non tanto in questo, quanto per il fatto che, in un calcio che non lascia più spazio ai sentimenti, lui è l’ultima bandiera di quei calciatori che non antepongono i soldi ad ogni altra cosa. Eppure di occasioni per lasciare Napoli, per guadagnare di più e soprattutto vincere di più, Hamsik ne ha avute nella sua carriera. Ma non se l’è mai sentita di andar via: “E pensare che, quando arrivai, era in atto una contestazione da parte dei tifosi. Ma quando vesti la maglia azzurra, credo che quello che si prova è imparagonabile: i sostenitori partenopei ti fanno sentire un vero e proprio dio”. 

Lunga e bella l’intervista rilasciata da Marek Hamsik a Sky Sport, parole dalle quali trasuda ancora una volta la voglia, immensa, di Napoli: “Aver superato il record di Diego è stata una sensazione unica: ho rivisto i video dei cori, è emozionante. In campo non ti godi tutto perché c’è subito la palla al centro, ma rivederlo e sentire il mio nome così è stato bello”.

“Maradona? Mi ha mandato un messaggio, lo ringrazio. Ho qualcosa in mente, ma non posso dire altro. Essere il bomber di un club è bellissimo per un giocatore, sono contento di averlo fatto nel Napoli, nella squadra a cui tengo tanto. Il gol più bello? Ce ne sono tanti. Quello con la Juve in finale di Coppa Italia, quello con il Milan dopo aver fatto 70 metri palla al piede. Ma anche il primo in Serie A contro la Sampdoria”.

Quanta acqua che è passata sotto i ponti da allora. Oggi, che non è più un ragazzino, Hamsik parla del suo presente, del presente del Napoli e di un futuro che ormai non è poi così lontano: “Allenatore o dirigente? Ogni tanto ci penso. Per un paio di anni vorrei dedicarmi ad altro, viaggiare, non solo per gli stadi, poi dedicarmi anche alla mia scuola calcio. Ma prima abbiamo una missione da compiere: la squadra ha consapevolezza, è arrivato il momento di cogliere i frutti, anzi il frutto. Non dobbiamo sbagliare partite come quella con il Crotone, tutti pensano che sia facile ma non è così. Dobbiamo fare il nostro calcio e vincere”.

“Campioni di inverno? Non significa niente, per sfortuna non siamo in Argentina dove c’è apertura e clausura e non ci daranno la coppa. 2017? Abbiamo fatto più punti di tutti, purtroppo ci manca il titolo altrimenti era da 10 in pagella. 2018? Speriamo che sia l’anno giusto, lo speriamo tutti. Ma sono ancora tutte in pochi punti, la lotta è tra quattro squadre. Speriamo che presto la classifica si allungherà di più e vediamo chi ci sarà lì fino alla fine. Le prossime tre sono favorevoli, dobbiamo sfruttare il calendario al massimo”. E poi… “E poi vediamo, ma intanto lo spazio per un tatuaggio da fare a maggio l’ho lasciato…”. 

 

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