Gianluca Pavanello, Ceo di Macron, colui che ha pilotato l’ascesa di Macron. Chi e? cosa ha fatto?

Gianluca Pavanello, Ceo di Macron, colui che ha pilotato l’ascesa di Macron. Chi e? cosa ha fatto

La storia del Napoli, almeno dagli ultimi anni, è indissolubilmente legata a quella del marchio della casacca che veste gli azzurri. La Macron, un’azienda che ha saputo conquistare una fetta considerevole del mercato del team wear, seconda solo a marchi storici del calibro Adidas e Nike.

La storia di Macron comincia nel 1971 con un negozio di articoli sportivi nel centro di Bologna. Solo negli anni Ottanta l’azienda si è lanciata nel mercato dell’abbigliamento sportivo, lavorando per conto di altri brand: la produzione con il proprio marchio arriverà solo a fine anni Novanta. Un percorso lungo, quello dell’azienda bolognese, costellato di piccoli passi e grandi successi

Sono anni, questi, che vedono a capo dell’azienda bolognese Gianluca Pavanello, amministratore delegato dal gennaio 2005, quando ha acquisito una piccola quota di minoranza. Il bolognese è arrivato in Macron dopo sei anni nella McKinsey & Company; prima ancora aveva affilato le sue competenze in seno alla Indesit. Quando Pavanello è entrato in Macron, l’azienda aveva un fatturato che non superava i 10 milioni di euro annui e aveva appena intrapreso la sua avventura nel calcio professionistico firmando la casacca del Bologna Fc. Da allora è iniziata la sua ascesa: nel 2010 la Macron ha fatturato 45milioni di euro; nel 2012, 60 milioni.

La vera svolta è arrivata nel 2009, quando la Macron è diventata sponsor tecnico del Napoli di De Laurentiis, battendo la concorrenza della Diadora. Nel 2011 è arrivata anche la Lazio.  Ma non solo. In questi otto anni di gestione Pavello, la Macron ha guadagnato soprattutto un profilo sempre più internazionale. Oggi Macron produce unicamente per il suo marchio. Il mercato di riferimento è il team wear, abbigliamento tecnico-sportivo e il brand è supportato soprattutto dalle sponsorizzazioni. Calcistiche, in primis: in Italia con Napoli, Lazio e Bologna. Poi c’è il basket, la pallavolo sia maschile che femminile, il rugby, la pallamano etc. Oltre che in Italia la Macron, infatti, è attiva anche oltre confine. Il 55% del suo fatturato, infatti, arriva dall’estero, soprattutto dalla Gran Bretagna (dove veste ben otto club professionistici), ma anche da Spagna, Portogallo e Francia. E i suoi prodotti, per atleti professionisti e non, si trovano sugli scaffali dei negozi di Stati Uniti, Canada e Medio Oriente.

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