Fabián, fenomenologia di un campione

Il campionato di Serie A sta iniziando a fare i conti quella che è destinata a diventare una delle sue stelle assolute: Fabián Ruiz. Per conoscerlo meglio sarebbe bene iniziare a chiamarlo solo Fabián: il nome “calcistico” del centrocampista azzurro è infatti questo. In Spagna c’è da sempre l’abitudine di chiamare solo per nome quei calciatori che hanno un cognome molto comune nella penisola iberica: un esempio su tutti è l’ex fuoriclasse del Real Madrid, Raúl González, conosciuto solo come Raúl.

Ma chi è, dunque, Fabián? “Un ragazzo umile nella vita di tutti i giorni, estremamente competitivo in campo e con margini di crescita ancora inesplorati”. Questa è stata la definizione che ha dato di lui, in una recente intervista, Miguel Valenzuela, l’uomo che prima di tutti ha capito le potenzialità del giocatore che si trovò di fronte. Nasce il 3 aprile 1996 a Los Palacios y Villafranca, un piccolo comune di 36 mila abitanti situato nella regione dell’Andalusia. Nove anni dopo, nel 2004, scoperto su un piccolo campo del paesino da Valenzuela, entra a far parte della famiglia del Betis Siviglia, iniziando la trafila del settore giovanile. E nel 2014, a soli 18 anni, esordisce in prima squadra subentrando a gara in corsa contro il Marbella in Segunda Division.

Al termine della stagione avrà accumulato 6 presenze in totale, con il Betis che riassapora l’aria della Liga. A gennaio 2017 viene mandato in prestito all’Elche, dove avviene un passaggio fondamentale della sua crescita: riesce a giocare con estrema continuità, acquisendo quella malizia che, l’anno successivo, gli consegna una maglia da titolare nel Betis: gioca da regista, concludendo la stagione con ben 35 presenze e 3 reti segnate, l’ultima delle quali consente alla squadra di qualificarsi per l’Europa League. La sua crescita è esponenziale, di lui iniziano ad accorgersi i grandi club: Real Madrid e Barcellona in primis ovviamente, ma su Fabián c’è da tempo il Napoli, disposto anche a pagare la clausola rescissoria di 30 milioni che, nel frattempo, il Betis Siviglia ha posto per la sua cessione. Proprio perchè è un ragazzo con la testa sulle spalle, capisce che accettare l’offerta del Napoli è la cosa più saggia da fare per il prosieguo della sua carriera: in azzurro avrà la possibilità di essere allenato da un top coach quale Carlo Ancelotti. Il tecnico ha infatti avallato il suo acquisto perché conosce molto bene il calciatore: il figlio Davide ha vissuto lo scorso anno proprio a Siviglia, dove ha avuto modo più volte di poterlo ammirare dal vivo.

Al Napoli nutrono estrema fiducia in quello che dal club viene considerato sin da subito il colpo della stagione: molti tifosi storcono il naso dinanzi a tanto entusiasmo, inconsapevoli della reale forza del calciatore. Devono ricredersi subito: Fabián è un centrocampista completo, di piede mancino ma con un destro molto più che educato. Ancelotti lo impiega la prima volta addirittura da esterno destro con licenza di accentrarsi per andare alla conclusione di sinistro. In seguito viene impiegato da centrale di centrocampo, da esterno sinistro e da trequartista: il suo gioco cresce di partita in partita. A Udine subentra a freddo e mette nel sette un tiro a giro di destro, con il Genoa la sua seconda marcatura che consente al Napoli di pareggiare, e poi vincere nel finale, una partita che si era messa molto male. Al di là dei gol però, stupisce il suo modo di giocare: tecnica pura abbinata ad una grande forza fisica. Lunghe leve che gli consentono di sradicare palloni agli avversari e di arrivare su altri che invece sembrerebbero persi. Il suo grande acume tattico, unito ad un’intelligenza rara nel trovare la miglior posizione possibile in campo, ne fanno un centrocampista moderno ed efficace. Per lui già si sprecano i paragoni, e allora vale la pena richiamare di nuovo in causa Miguel Valenzuela: “Fabián​​​​​​​ è la fusione tra il lavoro per la squadra di Lampard e la qualità di Guti. Niente male, no?”

Niente male davvero. Il Napoli si sfrega le mani: il suo cartellino è già lievitato a 50 milioni di euro, ma il suo futuro è tremendamente azzurro. Fabián​​​​​​​ ha soli 21 anni: il club sa di avere tra le mani un gioiello purissimo intorno al quale costruire la squadra del futuro. E non ha alcuna intenzione di privarsene.

Vincenzo Balzano

 

 

 

 

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