L’erede di Sarri. Anche sulla panchina azzurra?

Maurizio Sarri è alla sua terza stagione da allenatore del Napoli. Qualora l’anno prossimo sedesse ancora sulla panchina azzurra, potrebbe diventare il tecnico più longevo dell’era De Laurentiis. Rafa Benitez è rimasto a Napoli due stagioni, Walter Mazzarri quasi 4, considerando che arrivò nell’ottobre 2009 per sostituire Donadoni. Prima di lui Edy Reja, che venne esonerato a metà della sua quarta stagione in azzurro. Tutti cicli importanti, che hanno in comune la voglia di De Laurentiis di rimanere ancorato, quanto più possibile, ai propri allenatori.

CICLI LUNGHI, MA POI…

Il presidente del Napoli, si sa, è uno che non ama i cambiamenti in panchina. Eppure sembra quasi esserci una maledizione che vieta ai tecnici di rimanere in azzurro più di 3 anni. Come se, compiuto un ciclo, sentissero il bisogno di andarsi ad affermare altrove. Non ama cambiare, De Laurentiis, ma convivere con lui non è semplice, considerando i suoi cambi di umore e le sue critiche, spesso taglienti, all’operato dei propri tecnici. I ben informati raccontano che Sarri avrebbe voluto rassegnare le dimissioni la notte di Madrid, dopo le pesanti e inopportune – almeno per tempisticaaccuse che il presidente gli rivolse. Il caso rientrò subito, per fortuna del Napoli, ma quell’episodio ha rappresentato probabilmente uno spartiacque nel matrimonio tra Sarri e l’azzurro. Molti profetizzano quindi un suo addio al termine di questa stagione, soprattutto se dovesse riuscire nell’impresa di riportare lo scudetto a Napoli dopo oltre trent’anni.

Nei giorni scorsi ci sono state alcune avvisaglie, frasi già pronunciate in passato da De Laurentiis su altri allenatori o calciatori del Napoli, che hanno fatto sistematicamente da prologo all’addio. “Lo terrei per altri dieci anni, ma se vorrà andar via non ci fasceremo la testa”, ha detto il produttore cinematografico recentemente. Lo stesso Sarri ha ammesso, in un’intervista di qualche giorno fa, che in questo momento non pensa al futuro. Frasi di circostanza, parole di chi sa che la permanenza all’ombra del Vesuvio è tutt’altro che scontata. E la clausola rescissoria di 8 milioni di euro non mette al riparo il Napoli da brutte sorprese: molte squadre europee stanno pensando a Sarri, e se un top club lo vorrà davvero, non si farà troppi problemi a pagare la cifra.

L’EREDE IDEALE?

Proprio per questo De Laurentiis sta iniziando a guardarsi intorno, almeno per valutare quale potrebbe essere la figura migliore per sostituire l’attuale tecnico, qualora si consumasse l’addio. Il profilo ideale, in questo momento, sembra essere quello di Marco Giampaolo. Un allenatore che ha avuto fin qui una carriera altalenante, scandita da ottimi risultati a Siena, Empoli (proprio come successore di Sarri) e ultimamente Sampdoria, ma anche da storie controverse con il Cagliari, il Brescia e la Juventus. Sì, proprio la Juve, che sedusse e abbandonò il tecnico di Bellinzona: una sera del 2009 è andato a dormire da allenatore bianconero e si è svegliato da candidato bocciato, superato da Ciro Ferrara. Al Cagliari invece non volle tornare dopo essere stato esonerato da Cellino: Pur nella consapevolezza del danno economico che ne deriverà, rinuncio a tornare a Cagliari. L’orgoglio e la dignità non hanno prezzo”, disse nel 2007. Mentre, qualche anno più tardi, a Brescia, rassegnò le dimissioni in seguito a un incontro-scontro con gli ultras delle rondinelle, imposto dalla società presieduta all’epoca dal compianto Gino Corioni.

Non è un uomo comune nel mondo del calcio, anzi: Marco Giampaolo sembra più un personaggio disegnato a matita, leggiadro nel suo essere e nel suo modo di pensarlo, il calcio. Ricerca spasmodica del gioco, ma anche consapevolezza del materiale tecnico che gli viene messo a disposizione. Tecnico versatile, da molti dipinto come un grande allenatore che non ha espresso ancora del tutto le sue qualità. Una maturità completa da trovare magari proprio a Napoli, in quella che sarebbe la sua prima, vera, sfida sulla panchina di una big. De Laurentiis ama le scommesse, e da persona fortunata oltre che brava le ha vinte con Reja e Mazzarri (tecnici senza panchina, prima di arrivare a Napoli), con Benitez (la cui figura, dopo i fasti di Liverpool, era in declino) e soprattutto con Sarri, sul quale nessuno avrebbe puntato in maniera così forte come fatto dal presidente del Napoli. Sarà Marco Giampaolo la prossima scommessa?

Vincenzo Balzano

 

 

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