FOCUS ON/ Napoli, il drone non vola più? Calo netto della fase difensiva

Una regola non scritta del calcio dice che, affinché una squadra sia veramente grande, deve subire pochi gol. La storia insegna che è in questo modo che si vincono campionati e coppe: raramente chi ha alzato al cielo qualche trofeo non aveva la miglior difesa della competizione.

Una lezione importante, che il Napoli di Sarri stava apprendendo dopo le sciagure in tal senso dell’era Benitez. Squadra corta, linee unite tra i reparti e rischi pari a zero: questa era la squadra che il tecnico toscano aveva presentato l’anno scorso, eppure non bastò. Perché a vincere il campionato, alla fine, fu proprio la squadra che aveva la prima difesa del torneo: la Juve, appunto. Questa stagione sembrava iniziata sostanzialmente come era finita quella precedente per gli azzurri. Nelle prime sette partite di campionato, erano stati solo sei i gol subiti, di cui due alla prima dal Pescara, due dal Milan, uno dal Bologna e uno dall’Atalanta. Solo quelli con la squadra di Oddo e quello di Bergamo erano stati influenti ai fini del risultato. Tre gol costati tre punti al Napoli. In Champions la musica era stata la stessa: un gol subito dalla Dinamo Kiev e due dal Benfica nella notte del trionfo al San Paolo. Errori evitabili, che non facevano presagire i problemi cui invece la squadra è andata incontro nelle ultime partite.

Dove tutti hanno puntato il dito sull’attacco, orfano di Milik infortunato, senza badare troppo a quanto stava succedendo alla retroguardia. Risultato: tre gol subiti dalla Roma, tre dal Besiktas, uno finanche dal derelitto Crotone. In tre partite, Reina ha dovuto raccogliere il pallone in fondo al sacco per ben sette volte. Una media da squadra che lotta per la retrocessione, altro che trionfi. Il problema del Napoli è lì: in difesa. Meglio: nella fase difensiva. Perché è vero che l’infortunio di Albiol può aver tolto qualcosa alla qualità del reparto, è vero che Reina e Koulibaly hanno commesso errori costati cari in certi frangenti, ma è vero soprattutto che il Napoli non dà più quella sensazione di sicurezza che si avvertiva fino allo scorso campionato. Da qui allora Sarri deve ricominciare: infondere nuovamente alla squadra le certezze che le sono sfuggite clamorosamente di mano. La fase difensiva era una di queste. E con l’Empoli l’occasione per tenere la porta chiusa è davvero ghiotta: i toscani hanno segnato finora solo due gol, tutti in casa. Più facile di così…

 

 

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