De Laurentiis, il San Paolo è una spina: “Ecco tutta la verità: sarò costretto a costruire altrove”

Le condizioni in cui versa lo stadio San Paolo non sono degne di un Napoli che, al contrario, sta facendo grandi cose in Italia ed in Europa, e mira a crescere ulteriormente per assestarsi tra i top club del Vecchio Continente. Tante chiacchiere sono state fatte, fiumi di inchiostro sono andati sprecati, eppure la situazione, a Fuorigrotta, resta a dir poco pessima.

Nei giorni scorsi Aurelio De Laurentiis era tornato sull’argomento alla sua maniera: “Prendere 4 milioni delle Universiadi per sistemare la pista di atletica per due settimane di gare è assurdo. Invece di abolirla e far avvicinare i tifosi al campo. Ora basta: sto cercando terreni fuori da Napoli perché con questa amministrazione non si va da nessuna parte. Quando vedo De Magistris allo stadio lo saluto come un vecchio amico, ma non come il mio sindaco. Non c’è dialogo, non c’è rapporto. Ma è superficiale dire investiamo 250 milioni dello Stato a Napoli per le Universiadi quando c’è gente che fa fatica ad arrivare a fine mese: il Napoli, in questa città allo sbando, è l’unica realtà che funziona bene”.

Non era tardata ad arrivare la risposta di De Magistris: “Penso che questa città in questo momento, intesa anche come squadra, non ha bisogno di polemiche che non fanno bene a nessuno. La squadra va sostenuta da tutti, nei momenti belli e nei momenti difficili, adesso non è un momento tra i più facili, ma siamo tra i primi in campionato ed abbiamo grandi prospettive, perciò il sindaco di Napoli non si inserisce in queste polemiche che non condivide, esprime massimo sostegno alla squadra e vicinanza, facciamo fatti sullo stadio. Tanto è vero che abbiamo avuto l’apprezzamento di tutti per il lavoro che stiamo facendo, che si porterà a compimento nella sua interezza prima delle Universiadi. Ci sono tante cose che funzionano come ci sono tante che non funzionano, di cui quasi sempre i napoletani sono le vittime. Questa città si sta riscattando nel calcio ma anche come città, la città ha già vinto alcune partite e ci auguriamo che possa vincere anche lo Scudetto, cosi si vincerà come città e come squadra”.

La controrisposta di De Laurentiis è stata servita dal presidente in un intervento a Radio 24: ”Il Comune non ci permette di investire nello stadio, neanche per riparare quelle cose occorrenti che servono a renderlo funzionale. La Corte dei Conti non ci farebbe mai rimborsare i soldi dal Comune. Ma il Comune non investe, dice che ha aperto un finanziamento con il credito sportivo, ma in realtà di questo finanziamento io ho visto utilizzare ben poco. L’assurdità, poi, è che adesso ci saranno le Universiadi con più di 200 milioni e vogliono investire 4 milioni per rifare la pista di atletica. Ma dico: fatela da un’altra parte. Il mio vecchio progetto, che loro non hanno nemmeno considerato, è di portare tutto lo stadio a bordo campo. Pensate quale impatto avrebbe avuto…”.

L’ennesima puntata di un melodramma che sembra ancora lontano dalla sua conclusione. Quale futuro allora per il Napoli, legato all’impianto in cui giocherà le partite? In Primavera a Roma ci sarà la posa della prima pietra per il nuovo stadio, che verrà inaugurato nel 2020. Al di là delle buone intenzioni di De Laurentiis, finora rimaste tali solo sulla carte, e di una volontà del Comune che non è allineata a quella del club, la sensazione, forte, è che serviranno ottimisticamente altri due lustri per avere un nuovo impianto.

Vincenzo Balzano

Twitter: @VinBalzano

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