De Laurentiis fa il capetto: “Mazzarri e Cavani? L’importante è che ci sia io”

O lo si ama o lo si odia: il personaggio Aurelio De Laurentiis non contempla posizioni di mezzo. Fanno fede le sue dichiarazioni sempre colorite, le sfuriate in conferenza stampa, le lavate di capo ai calciatori azzurri, le uscite un po’ troppo poco eleganti che riportano ognuno al suo posto e lui a capo di tutti. Molto più che un Presidente di una società calcistica, Aurelio pensa e agisce come un padre-padrone e non ha mai fatto mistero di sentirsi quello che dall’alto può fare pollice alto o pollice verso sull’arena dei suoi. Lo ha ribadito ancora ieri sera quando, dopo la consueta cena offerta ai suoi all’uscita del ristorante Ristorante D’Angelo – Santa Caterina in Via Aniello Falcone a Napoli, ha risposto alle domande dei tifosi. «Vi dovete preoccupare di una cosa sola, né di Cavani o di Mazzarri – ha detto agli azzurri – . Vi dovete preoccupare soltanto che il signor Aurelio De Laurentiis non si rompa i co… e se ne vada. Ma di questo non dovete preoccuparvi, perché io amo Napoli». Amen, Aurelio.

Quel che si dice dice del calcio: “si vince e si perde in undici” è prontamente ribaltato dal presidente azzurro che se potesse – ci scommettiamo – , a 63 anni suonati, entrerebbe in campo e si metterebbe a segnare. Se con gli stessi risultati del Matador o no, non è dato sapere. La squadra la fa lui: Mazzarri può solo scegliere se partecipare o meno al progetto del Napoli. Il bilancio è in attivo perché lui sa fare business: non millanta certo di aver inventato il fair play finanziario, ma come lo adotta lui… «Il Fair Play finanziario esiste per tutti e chi non lo rispetterà, tra due anni, non potrà disputare le Coppe. Io sto aspettando, perché voglio capire. O lo levano e allora ci divertiamo oppure lo devono rispettare e in tal caso ci divertiamo lo stesso, perché noi siamo allenati mentre gli altri non sono allenati».

La corsa allo scudetto è l’obiettivo, ma pure i tempi li decide lui: «Buoni con lo scudetto, fino a 9 anni fa la società era fallita». Tiene a freno la fame di vittorie dei tifosi azzurri. Aurelio: «Quest’anno cerchiamo di vedere come si fa la semina giusta per fare i prossimi 5 anni da gran cazzuti». Dà anche una lezione di gergo a chi lo ascolta: «Sapete cosa vuol dire cazzuti? E’ un termine positivo. Una volta Peppino Di Capri si offese perché pensava che lo stessi offendendo, mentre invece significa avere due co…. così. Se vinci lo scudetto e poi per i successivi 10 anni fai schifo a che è servito? ».

Poi, la vera preoccupazione dei tifosi: Edinson Cavani. Alla domanda sul futuro del Matador e sulla possibilità di uno scambio con un giocatore importante, per Aurelio non ci sono molti dubbi:  «Se è un giocatore gagliardo lo calcoliamo, ma se è una fetenzia se lo prendono in quel posto. Cavani ha una clausola rescissoria: se viene qualcuno che paga la clausola e la destinazione sta bene al calciatore non possiamo dire di no, perché i contratti sono contratti, noi siamo persone perbene e li rispettiamo». E Walter Mazzarri? «Mazzarri deve decidere lui. Questo discorso che sto per fare vale per i giocatori e gli allenatori. Ci sono certi che sono giocatori del Napoli, perché amano Napoli e ce l’hanno nel dna, per questo motivo te li tieni fino alla fine. Poi ci sono dei giocatori che non gliene frega un c… del Napoli e li lasci andare». A buon intenditore…

 

 

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