De Laurentiis: “Diamo tempo ad Ancelotti. La squadra era forte ed è stata rinforzata! I tifosi? Quelli delle curve non capiscono. San Paolo? Incapaci al Comune!”

Aurelio De Laurentiis a ruota libera. Alla vigilia dell’esordio in campionato contro la Lazio, il presidente del Napoli ha rilasciato alcune interviste ai quotidiani su carta stampata, toccando tantissimi temi.

“Dopo un triennio con Sarri era difficile poter continuare e quindi, se pur di facciata continuavo a corteggiarlo per il rinnovo, in realtà ho cercato da subito un sostituto. Però, poiché rispetto i contratti, ho aspettato una telefonata di Sarri che non è arrivata. Mi ha chiamato solo la moglie dopo alcune settimane per perorare la causa del marito, ma avevo bisogno di garanzie da parte di Sarri e del Chelsea, altrimenti avrei preferito continuare a pagarlo per i successivi due anni. Poi avevo visto che era libero Ancelotti, con il quale avevo avuto un rapporto cordiale negli ultimi quattro anni e gli ho chiesto se avesse voglia di tornare ad allenare in Italia col Napoli. Lui si è trovato subito gratificato da questa proposta, confermando che avrebbe gradito allenare in un campionato in grande crescita di valore”: queste le parole del patron partenopeo riportate da Il Mattino.

De Laurentiis ha poi proseguito: “Mi aspetto che quando arriva un nuovo allenatore si faccia reciprocamente tesoro delle rispettive esperienze: noi di lui e lui di questi ultimi tre anni di un Napoli che è cresciuto con grandi campioni. Se avessimo cambiato molti giocatori avremmo dovuto aspettare il loro amalgama. Infatti Ancelotti ha subito preferito allenare questi campioni che ritiene interessanti. Servono pazienza e tempo. Nessuno può mettere in discussione una figura come Ancelotti e un organico che ha portato 91 punti ed è stato rafforzato da Verdi, Ruiz, Karnezis, Malcuit e Ospina per dare tempo a Meret di rientrare”

Poi sui tifosi, argomento molto caldo negli ultimi giorni: “L’errore è quello di non distinguere il tifo generale da una piccola minoranza delle curve. In realtà vorrei vedere chi sono coloro che hanno affisso i manifesti in città sin dai primi giorni del ritiro a Dimaro quando il mercato si era appena aperto. È chiaro che c’è uno scontro frontale tra la società e delle piccole frange di tifosi delle curve. Ho deciso di vivere nel mondo del calcio e di fare impresa ed è questo il grosso problema che mi divide dalla filosofia di alcune minoranze di tifosi: loro ragionano con il cuore e questo è apprezzabile e condivisibile però è altrettanto vero che non parliamo più di club ma di società per azioni e che bisogna fare impresa. Quindi le motivazioni del cuore devono convivere almeno al 50 per cento con la ragione. E la ragione è solo la matematica: avevo una squadra che ha fatto 91 punti, il record della storia del Napoli e non ho venduto nessuno. Anzi Koulibaly mi è costato più di un grandissimo acquisto per poterlo mantenere e non farlo andare in altri lidi. E il mio tergiversare nei confronti di Sarri ha ottenuto una duplice garanzia: lui e il Chelsea non possono, per accordi raggiunti, comprare i nostri calciatori. Questo vuole dire serietà, perché se avessi voluto soltanto guadagnare avrei considerato un’occasione il passaggio di Sarri al Chelsea. Perché avrei potuto telefonare a Marina Granovskaia e chiedere 300 milioni per Tizio, Caio e Sempronio e avrei ricomprato con una manciata di milioni dieci giocatori: questo avrebbe dovuto fare imbestialire, ma non è stato fatto”.

Alla  Gazzetta dello Sport poi, De Laurentiis ha puntato ancora il dito contro De Magistris: “Se dice che non ho investito un euro è la dimostrazione di come lui non sappia fare il sindaco perché non sa nemmeno quello che accade a casa sua. Abbiamo investito tantissimo e deve stare attento perché se gli dovessi chiedere i danni che mi hanno procurato lui e la sua precedente amministrazione in questi 14 anni mi farei quattro risate. De Magistris deve smetterla di fare il populista ed il Masaniello. Quando gli feci notare che il San Paolo era un cesso gli feci una proposta di investimento personale di 18mln di euro, Auricchio mi snobbò parlando di 25mln per il restauro attraverso il Credito Sportivo. Era in malafede o ignorava che una banca non finanzia un comune in dissesto? Ha continuato a prenderci in giro. Per le Universiadi si era preoccupato di farsi assegnare solo i 5mln per la pista e l’illuminazione, ignorando che l’Uefa non avrebbe permesso più l’uso di seggiolini fuori norma. Ho pregato De Luca, a cui compete la gestione per i fondi, di finanziare 15mln a De Magistris per i seggiolini e la messa a norma. Comune incapace di fare la gestione, ma la cosa più grave è che non dicono mai la verità”.

Infine un’ombra gettata sulla Roma: “La Roma è un mistero perché hanno smontato tutto e rimontato un puzzle, non so quanto siano saluti tutti questi cambi. Io un portiere come Alisson non lo do via nemmeno per 100mln, tant’è che mi hanno detto no a 60mln due mesi fa. Lì ho avuto un dubbio che il vero proprietario della Roma fosse anche quello del Liverpool e quindi era già tutto predisposto. Questo ho letto tra le righe, un uccellino me lo disse tre anni fa”.

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