Da brutto anatroccolo a cigno bellissimo: Jorginho ora è il motore del Napoli

A venticinque anni compiuti, ora Jorge Luiz Frello, in arte Jorginho, può dirsi finalmente un calciatore completo. E ha una persona da ringraziare: Maurizio Sarri. L’allenatore del Napoli, sin dal suo approdo in azzurro, ha speso parole importanti per il centrocampista brasiliano, promuovendolo titolare praticamente subito, e a scapito di uno dei suoi pupilli all’Empoli: quel Mirko Valdifiori che il Napoli aveva comprato forse un po’ troppo frettolosamente, e che in questa stagione ha trovato pochissimo spazio proprio a causa dell’esplosione di Jorginho.

Il Napoli lo acquistò dal Verona nel mercato invernale della stagione 2013-2014, e da molti addetti ai lavori il suo arrivo in azzurro fu ritenuto molto importante. Arrivava in squadra un giocatore con delle caratteristiche che mancavano da tanto, troppo tempo; Jorginho giocò subito e si rese protagonista di una dignitosa seconda parte di stagione con la maglia azzurra. “Migliorerà con il tempo”, era il commento più ascoltato. Mentre il suo tecnico al Verona, Mandorlini, aveva messo tutti in guardia: “Non ha le caratteristiche fisiche per giocare in un centrocampo a due, farà fatica”. Fu buon profeta. Anche perché Rafa Benitez lo abbinava spesso ad Inler, che ha caratteristiche diverse certo, ma che nel ruolo è molto simile al brasiliano. L’anno scorso è stato disastroso, coinvolto in una stagione, quella dell’intera squadra, molto al di sotto delle aspettative. Così chi si aspettava la sua consacrazione dovette ricredersi, e la domanda alla fine del campionato era più che lecita: “Ma Jorginho è un giocatore da Napoli?”. Anche la società se la pose, ma l’arrivo di Sarri cambiò drasticamente la storia.

Così Giuntoli, su indicazione del nuovo tecnico, decise di riscattare il giocatore dal Verona. Fu il primo passo della rinascita di Jorginho. Che con il tempo, e grazie all’applicazione in allenamento, si è letteralmente preso il Napoli. Non c’è azione che non nasca dai suoi piedi. Il numero di palloni toccati in una partita è incredibile. Il record finora lo ha stabilito proprio nel match giocato al San Paolo contro la sua ex squadra, il Verona: il regista brasiliano fu autore addirittura di 196 passaggi completati, di cui 9 passaggi chiave dai quali scaturirono azioni pericolose. E la media di precisione di questi passaggi fu impressionante: 92,4%.

Ma l’aspetto più impressionante della crescita di Jorginho è nella fase difensiva: grazie a lui sono scomparsi i buchi centrali che negli anni scorsi comportavano tanti gol subiti proprio dal centro. Sarri ne ha fatto un giocatore completo, che ha richiamato su di sé l’attenzione di tanti club e soprattutto la prima convocazione con la maglia dell’Italia, e anche la prima presenza in Nazionale, contro la Spagna ad Udine lo scorso 24 marzo. E ora c’è anche la possibilità, concreta, di essere convocato per i prossimi Europei, che si giocheranno a giugno in Francia: il brutto infortunio capitato a Claudio Marchisio ha di fatto aperto un nuovo scenario per Jorginho. In vista della prossima stagione, che vedrà il suo esordio anche sul palcoscenico stupendo della Champions League. Ad maiora.

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