Capitano in pectore e leader (poco) silenzioso: semplicemente Pepe Reina

Non ha i gradi di capitano, ma ormai sembra chiaro che la leadership dello spogliatoio del Napoli ce l’ha lui. Signore e signori, Pepe Reina. Uno che non ha paura: nemmeno di esultare al gol di Thiago Alcantara contro la Juve e di prendersi le offese dei tifosi bianconeri. “Ma io sono sempre stato tifoso delle squadre nelle quali ho giocato: un anno fa esultavo quando il Napoli segnava; oggi lo faccio per il Bayern. Io sono amico dei miei amici, tutto qua”. A qualcuno non è andato a genio, purtroppo. Fa niente, ce ne faremo una ragione.

Quel che importa è che uno come Reina giochi nel Napoli. Un vecchio adagio dice che ci rendiamo conto di quanto veramente importante sia una persona, solo dopo che l’abbiamo persa. Bene, è andata più o meno così nella passata stagione. Quando, con l’assenza di Reina, il Napoli ha dovuto fare i conti non solo con la mancanza di un grande portiere tra i pali, ma soprattutto con quella di un grande leader in campo e nello spogliatoio. E che non ha la minima intenzione di lasciarci di nuovo. Anzi: “Io credo, spero, anzi ne sono quasi certo, che la mia carriera finirà qua, e lo dico anche in presenza dei dati anagrafici”, ha detto il portierone spagnolo ai taccuini del Corriere dello Sport.

Con un’aggiunta finale che, se non è una promessa, si avvicina molto: “Prima che ciò accada, dovrò vincere lo Scudetto con questa maglia e per questa gente. Sarebbe il nostro orgoglio. Non oso immaginare. Perché potrebbe succedere di tutto, magari erutta di nuovo il Vesuvio”. Noi ci auguriamo di no, caro Pepe. Però stai sicuro: lo spettacolo sarà assicurato. Questa città non aspetta altro.

 

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