ADL ancora all’attacco: “Il San Nicola 100 volte meglio del San Paolo”. Non è così, ma ha fiutato l’affare stadio. Vero motivo dell’operazione Bari

Torna a parlare Aurelio De Laurentiis, e come al solito le sue parole sono destinate a fare tanto rumore. Nella conferenza stampa tenuta ieri a Bari, con la quale il patron del Napoli ha annunciato che sarà il figlio Luigi a gestire il nuovo club di proprietà della Filmauro, De Laurentiis non ha mancato di riversare i soliti attacchi all’ambiente partenopeo. 

Interessante leggere le sue dichiarazioni sulla ormai annosa questione stadio: “Il San Nicola vale 100 volte il San Paolo. E’ bella questa sala stampa, magari l’avessimo noi. Questa mattina, quando sono arrivato, ho pensato: ‘Magari avessimo noi a Napoli un sindaco come Decaro’”.

Parole che è giusto analizzare per capirne bene il senso. Lo stadio San Nicola fu costruito alla fine degli anni ’80 con i finanziamenti previsti per il Mondiale che si giocò in Italia nel 1990. A progettarlo fu l’archistar Renzo Piano, e l’effetto visivo lascia senza parole: se non ci siete mai stati, possiamo assicurarvi che, a vederlo da fuori, di sera e illuminato, somiglia tantissimo alle astronavi spaziali che si vedono nel film “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. L’impianto è stato ovviamente progettato secondo i canoni dell’epoca, e quindi anche in questo caso con una fastidiosa pista d’atletica che aumenta, a dismisura in alcuni punti, la distanza tra gli spalti e il campo. Nei progetti di Piano c’era però già allora la possibilità di allungare le tribune, coprendo la pista d’atletica.

Ad ogni modo, oggi, lo stadio San Nicola è tutt’altro che un gioiello (clicca qui per l’inchiesta di Repubblica). L’incuria cui è stato soggetto nel corso degli anni lo rende un impianto già obsoleto, che necessita di una manutenzione ordinaria di quasi due milioni di euro all’anno. Soldi che, ovviamente, il comune di Bari non ha. Ed è per questo che il primo cittadino Decaro è pronto a concedere il San Nicola a De Laurentiis, con un contratto anche molto lungo nel tempo, per liberare le casse della città dal fardello della manutenzione. Questo è già una prima e significativa differenza rispetto a quanto sta accadendo a Napoli. Ma quello che fa più gola a De Laurentiis sono gli spazi antistanti lo stadio barese.

Il quale, è giusto ricordarlo, sorge lontano dal centro abitato, nell’entroterra barese. In una zona dove non c’è nulla, se non terreni che aspettano solo di essere edificati. E il punto è che questi terreni hanno già la destinazione d’uso: alberghi e altre strutture recettizie, come spiega molto bene in un post su Facebook Angelo Forgione. 

De Laurentiis ha dunque fiutato l’affare. E forse è stato proprio questo il motivo che ha spinto il produttore cinematografico a spingere sull’acceleratore per diventare il nuovo proprietario del Bari. Tutto lecito, per carità, almeno fin quando la sua nuova squadra sarà in una categoria diversa da quella del Napoli. Ma abbassare i termini delle sue discussioni renderebbe più accettabile anche il suo atteggiamento, che ormai sembra inspiegabile solo a chi non ha occhi per vedere ne orecchi per sentire.

Vincenzo Balzano

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