FOCUS ON/ Sarri e i suoi pensieri: il paradosso all’origine dei problemi del Napoli

Leggenda vuole che quando Pepe Reina venga chiamato dal Napoli ad esporsi dinanzi a taccuini e microfoni, tiri cattiva aria dalle parti di Castel Volturno. E ieri se n’è avuta una dimostrazione molto pratica.

Sono bastate due sconfitte consecutive a scalfire le certezze del Napoli? A quanto pare, sì. “Dobbiamo ritrovare il nostro gioco, fare pressing alto e mantenere le linee corte tra i reparti. In poche parole, dobbiamo ritrovare le nostre certezze”: non è un’invenzione giornalistica (a Napoli sembra che qualsiasi problema trovi origine dalla stampa), ma un’affermazione esternata ieri da Reina nella consueta conferenza stampa prima delle partite di Champions League.

Da cosa è stato determinato questo smarrimento? Attenzione: la risposta potrebbe sembrare tanto assurda quanto paradossale. E questa volta, nella stessa conferenza stampa, è stato Maurizio Sarri a darla: “In Europa si hanno stimoli straordinari, mentre in Italia può capitare di avere un senso di appagamento. La realtà è che in questo momento abbiamo trovato più motivazioni nelle partite di Champions, ed è un problema da risolvere il prima possibile. Ma questo succede a tutti, non solo a noi. Poi ci sono squadre che magari riescono ad assorbire di meno l’appeal di questa manifestazione, perché la giocano sempre”.

In poche parole: il Napoli si è montato la testa. E ha iniziato a farlo dal tredicesimo minuto della partita contro il Benfica, un attimo dopo aver segnato il quarto gol ai lusitani con Mertens. Sul quattro a zero, la squadra ha pensato che fosse fatta. Anche a giusta ragione, se vogliamo: il Benfica non è stato solo battuto, è stato demolito dalla potenza di quella squadra, di quel Napoli. Che però poi ha spento la luce: pensate un po’, nei successivi 210 minuti circa giocati finora, vale a dire i trenta con il Benfica dopo il 4-0 e le due partite con Atalanta e Roma, gli azzurri hanno subito incredibilmente sei reti. Roba che, l’anno scorso, nemmeno nel peggior momento attraversato ad inizio stagione.

Come si esce da una momento del genere? Ritrovando certezze e gioco, come ha detto Reina. Al netto, ovviamente, del problema relativo alla prima punta. “Manolo non deve adattarsi all’idea di gioco della squadra, non il contrario. Per andare incontro alle caratteristiche di un calciatore non posso andare contro quelle di altri sette-otto”. Firmato: Maurizio Sarri. Con la convinzione, che aumenta sempre di più, del clamoroso errore commesso quest’estate, quando Gabbiadini è stato messo sul mercato e si è tentato di cederlo fino all’ultimo, prima di decidere per la permanenza del calciatore. Che la fiducia del suo tecnico, da quando è in azzurro, non l’ha mai sentita. Una grana da risolvere con l’unico modo possibile: fare gol e convincere tutti. Vediamo se può succedere già stasera contro il Besiktas. 

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