Maggio-Napoli, fine della corsa: Mazzarri lo vuole, gli Usa lo seducono. In bocca al lupo ad un uomo vero

Arrivò in azzurro nell’estate del 2008: un’intuizione dell’allora direttore generale Pierpaolo Marino regalò al Napoli quello che, per tanti anni, sarebbe stato uno dei migliori esterni della Serie A. Non solo però: Maggio è uno di quei calciatori che ogni tecnico vorrebbe avere nella sua squadra. Dedito al lavoro, silenzioso, trascinatore senza troppi fronzoli e in poche parole uomo vero prima che ottimo giocatore. Solo il peso dell’età – compirà 35 anni il prossimo 12 febbraio – ha fatto sì che in questa stagione il suo impiego, da parte di Sarri, sia stato limitatissimo. Ed è per questo che, con ogni probabilità, il suo addio al Napoli verrà sancito a breve: il desiderio di Maggio, grande professionista, è quello di poter essere ancora protagonista nel mondo del calcio. Si sente ancora in grado di dare il suo apporto, magari in una squadra con ambizioni minori rispetto a quella partenopea. Il suo contratto scadrà nel 2018, ma questo sarà l’ultimo dei problemi se davvero il calciatore deciderà di andar via: il Napoli lo accontenterà, impossibile pensare possa accadere il contrario.

Ha dato tanto Maggio, anche un legamento crociato anteriore, nella sua carriera in azzurro. La sua consacrazione è avvenuta con Walter Mazzarri in panchina: il tecnico di San Vincenzo, nel suo 3-5-2, lo impiegava nel ruolo che più gli si addice: esterno destro di centrocampo, in grado di fare tutta la fascia e di dare un ottimo apporto sia in fase offensiva che in fase difensiva. Velocità, tempi d’inserimento, capacità di leggere in anticipo lo sviluppo del gioco, finanche un discreto contributo in termini di gol: sono state queste, nei suoi anni migliori, le caratteristiche che hanno reso Maggio uno dei calciatori più ben voluti dalla tifoseria azzurra. Avanti e indietro sulla corsia di destra, magari non sempre preciso nei cross, ma dedito alla causa come pochi altri. Una storia d’amore quella tra il giocatore vicentino ed il Napoli, iniziata nel 2008 e durata quasi un decennio: una rarità nel calcio moderno, che non concede spesso la creazione di simili storie.

Mai una frase fuori posto, sempre pronto ad accettare le decisioni degli allenatori e un amore viscerale per la maglia azzurra: l’inchino ad ogni gol per ringraziare i tifosi. Anche quando, capitò nel 2010, le curve erano vuote perché squalificate: segnò contro la Fiorentina, e andò ad inchinarsi sotto quel settore senza pubblico, per far capire che lui sì. davvero, ci teneva ai tifosi azzurri e al loro calore. Un amore corrisposto, che ora è destinato ad interrompersi: l’acquisti di Santon gli toglie ulteriore spazio, la decisione di lasciare incombe ormai e magari chissà, quella di ricongiungersi con l’allenatore che ha saputo tirargli fuori il meglio. Il Watford di Mazzarri – che nel frattempo ha preso anche Zuniga – lo ha cercato, contestualmente a qualche squadra della Mls: andare negli Stati Uniti, per Maggio, potrebbe significare spendere gli ultimi anni della sua carriera con una retribuzione che altrimenti sognerebbe. E anche da questo punto di vista, per un calciatore come lui che non ha mai fatto storie per un rinnovo o per un aumento di ingaggio, sarebbe un giusto riconoscimento. Comunque vada, in bocca al lupo Christian.

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