Infortunio Milik, il Napoli valuta cosa fare. Tre scelte davanti a Sarri, ma c’è un obbligo verso Gabbiadini

Un tranquillo sabato sera che si è trasformato in una nottata infame. La notizia si è abbattuta sul Napoli, e su Arkadiusz Milik, come una mannaia: rottura totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il peggior infortunio che possa capitare ad un calciatore. L’attaccante polacco sarà operato oggi a Villa Stuart, a Roma, dal Professor Mariani, poi dovrà iniziare una fase di convalescenza prima della fisioterapia e in seguito della ripresa muscolare. Un calvario che, senza comoplicazioni, terrà Milik lontano dai campi di gioco almeno sei mesi.

Un colpo durissimo per il ragazzo, sette gol finora e vera rivelazione di quest’inizio di stagione partenopeo, e per il Napoli, che si ritrova all’improvviso senza il suo attaccante titolare. E ora il club sta valutando quali soluzioni poter adottare, anche in base ai regolamenti della Figc.

In passato raramente De Laurentiis si è rivolto al mercato degli svincolati: al primo anno dell’era Benitez arrivarono il laterale francese Anthony Reveillere e il portiere Tony Doblas. Poche apparizioni per entrambi, solo la necessità di integrare numericamente la rosa. Ad oggi quindi, sembrano fantasiose le soluzioni che, da più parti, arrivano per rinforzare il reparto avanzato del Napoli: l’ipotesi Klose, la migliore tra tutte, sembra a sua volta da scartare; l’attaccante tedesco non si allena da cinque mesi.

La soluzione, allora, dovrà essere interna. Sarri ci sta pensando già da sabato sera. Gabbiadini ovviamente sarà l’attaccante titolare, ma è chiaro che non potrà giocare tutte le partite. All’occorrenza quindi, bisognerà arrangiarsi con Callejon o Mertens in quella posizione: un’idea che il tecnico ha già coltivato nel ritiro estivo di Dimaro. Da parte sua, ovviamente, Gabbiadini dovrà dare molto di più di quanto dato finora. Partendo dalla base: un sorriso in più, un muso lungo in meno.

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