I calzettoni nel calcio: obbligatori per regolamento, ma non a tutti piacciono…

Maglia (a mezze manica o a manica lunga), pantaloncino, calzettoni e scarpini: é questo il kit completo di un giocatore di calcio, così come approvato e regolamentato dall’International Board che scrive le regole di quello che resta comunque il gioco più bello al mondo. Ma se su maglie, pantaloncini e scarpe é stato scritto praticamente di tutto, non altrettanto si può dire in relazione ai calzettoni, un indumento spesso sottovalutato dagli appassionati di questo sport.

I colori, ad esempio. Quelli dei calzettoni possono essere variegati, a volte non in linea con il cromatismo del resto della divisa. In altri casi invece sì, e l’effetto è a dir poco stupendo. Come nel Napoli: tranne rare eccezioni, i calzettoni sono sempre stati azzurri con il risvolto bianco, e da qualche anno ormai portano sul dorso anche il simbolo del club. A volte – come ideato proprio da Robe di Kappa nella stagione 2004-2005, la prima del nuovo Napoli targato Aurelio De Laurentiis – possono essere anche interamente bianchi, e l’effetto è ugualmente bello.

Obbligatori per regolamento, i calzettoni da calcio sono un indumento spesso rinforzato alla punta e sul tallone, le zone più sensibili del piede; ma non sempre sono amati dai calciatori che li indossano. Sono infatti sempre più frequenti i casi di giocatori che hanno bisogno di strapparli, di reciderli nella zona posteriore. Motivo? Spesso sono stretti e possono causare addirittura infortuni muscolari. Come nel caso di Hugo Campagnaro (o più recentemente di Radja Nainggolan) che li strappa sul polpaccio per sentirsi più libero nei movimenti. Una prassi ancora permessa dal regolamento, ma la domanda sorge spontanea: non sarebbe meglio prevedere un qualcosa di diverso per quei calciatori che ne hanno bisogno?

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