Gabbiadini, ora il Napoli riflette: ha una media migliore di quella di Higuain. E Conte…

Nel sei a zero rifilato dal Napoli al Bologna l’altra sera, uno dei protagonisti assoluti della serata è stato Manolo Gabbiadini. L’attaccante bergamasco, con la doppietta segnata ai felsinei, ha raggiunto quota cinque gol in campionato, che diventano nove in totale se si considerano anche i quattro a referto in Europa League. A questi vanno aggiunti i tre assist decisivi, in un totale di 976 minuti giocati.

Dati su cui riflettere, soprattutto se si concentra l’attenzione solo sul campionato. Dove, pensate un po’, Gabbiadini è partito dal primo minuto solo quattro volte, mentre è subentrato a gara in corso diciassette volte, giocando però pochissimi minuti. Considerando quindi le quattro presenze da titolare, e mettendole in rapporto con i gol segnati – cinque – la media realizzativa del calciatore è addirittura superiore a quella di Gonzalo Higuain. Numeri ovviamente, sarebbe da folli dire che Gabbiadini è più forte dell’argentino. Una cosa però è sicura: vede la porta, ha qualità importanti – anche se diverse caratteristiche rispetto al Pipita – e quando sente la fiducia e gioca con continuità (come accaduto nelle ultime tre partite) può diventare addirittura determinante. E allora, a bocce ferme, servirà una riflessione approfondita sul futuro del ventiquattrenne attaccante. Privarsene a cuor leggero, anche se per una cifra importante, potrebbe essere deleterio per il Napoli, che ha in mano probabilmente il miglior attaccante italiano in circolazione. Costringerlo ad un’altra stagione come questa ormai quasi passata, sarebbe allo stesso modo delittuoso. Se però Sarri si convincesse a trovare una variante tattica per far coesistere Higuain e Gabbiadini, o comunque una soluzione per consentirgli di avere un minutaggio di gran lunga maggiore, trattenerlo in squadra sarebbe molto più semplice e conveniente per tutte le parti.

Poi c’è la questione Nazionale. Il ct, Antonio Conte, ha sempre detto che per meritarsi la convocazione bisogna innanzitutto giocare nella propria squadra di club. Giustissimo. Ma è altrettanto giusto sottolineare come, sebbene non sia un titolare, Gabbiadini ha un biglietto da visita mostruoso considerando i numeri enunciati in alto. Zaza, Immobile, Pellè, Balotelli, nessuno si avvicina all’attaccante bergamasco. Che può contare anche sull’altro lato della medaglia: non aver giocato tanto gli consentirebbe di essere fresco e pronto dal punto di vista fisico per una manifestazione, come l’Europeo, concentrata in un arco temporale molto breve.

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