Ecco perché la Juve ha vinto: il Napoli ne faccia un esempio

Ci risiamo, per il secondo anno consecutivo la Juventus vince lo scudetto, e a due giornate dalla fine di campionato. Che siano 29 o 31 quelli conquistati, poco importa: conta che i bianconeri siano riusciti a confermare ancora una volta di essere i migliori in campo. Sono partiti fortissimi a inizio stagione e hanno continuato a macinare punti, senza arrestarsi mai (sono state solo 4 le sconfitte) fino a rendersi inarrivabili. Ci ha provato il Napoli a superarli a inizio anno, proprio nelle giornate della crisi di Edinson Cavani, ma con pessimi risultati si ricorderà.

Nulla da fare: i bianconeri si sono dimostrati superiori. Ed è a questa superiorità che il Napoli dovrebbe guardare per proporsi nella prossima stagione come avversario realmente competitivo in campionato. Se davvero gli azzurri vogliono lo scudetto occorrerà, in un certo senso, adottare il modello juventino, studiarne le mosse per meglio affrontare il campionato e, in contemporanea, la Champions. Diversamente, sarà sempre la Juventus a vincere. Almeno per due motivi.

La squadra - La migliore del campionato, per ammissione dello stesso Buffon: «Questa formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini è la miglior difesa a 3 con cui abbia mai giocato». Se poi consideriamo Gigi in porta, Pirlo, Marchisio e Giaccherini a centrocampo, Giovinco e Matri in area: è evidente che quella che ha vinto il campionato è buona parte della Nazionale Italiana.

Il Napoli avrebbe bisogno di rinforzare tutti i comparti, smettendo di affidarsi a due- tre top player che oltre a fare bene quello che devono fare, devono trascinarsi dietro l’intera squadra. Sì, va bene: al Napoli non c’è solo Cavani (che ha segnato 101 gol in 135 partite), ma c’è anche gente come Pandev e Hamsik che in campo si fanno notare, altroché. Ma per fare di più (e gli azzurri vogliono arrivare più in alto: se quest’anno ci si accontenta del secondo posto, l’anno prossimo si punta allo scudetto) occorre anche avere più campioni e alternative in campo, specie se c’è da correre su due binari (campionato e Champions).

La continuità – Non è stato facile per la Juventus, quest’anno, vincere lo scudetto né mantenere il vertice della classifica, conquistato dalla prima giornata. Ma la Signora c’è riuscita (e questa è classe) in una stagione cominciata non con i migliori auspici, a partire dai processi sportivi che hanno toccato sia il tecnico, Antonio Conte, sia due giocatori (Pepe e Bonucci). E dopo la squalifica di quattro mesi del tecnico i tanti che pensavano a cambio di panchina hanno dovuto ricredersi: Conte è stato confermato dalla società, la squadra ha tenuto la botta e la Juve ha continuato a essere Juve. Chi sperava in qualche incertezza di campionato in questi mesi sbagliava a riporre speranza, la Signora ha continuato a vincere a testa alta.

C’è stato un momento in cui il Napoli ha sognato il sorpasso. E’ stato a cavallo di gennaio e febbraio, ma non ha saputo bene far profitto del momento. In quelle tre-quattro giornate, Edinson Cavani era in crisi e non riusciva più a trovare la porta. Senza la cattiveria del Matador il Napoli ha ceduto. Un momento di debolezza che è costato caro. Una caduta di rendimento che la Juventus, invece, non ha avuto nonostante sia stato un campionato complicato. Da prendere a modello.

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