Diawara-Napoli, dalla parrocchia di Conakry alla Champions: la breve storia di un giovane campione

Conakry, capitale della Guinea, ha un milione di abitanti e quasi il doppio dei problemi. Porto di transizione sull’oceano Atlantico, è sull’orlo di una guerra civile che per fortuna non riesce ad esplodere nella sua interezza: 15 giorni fa però, ci sono stati violenti scontri tra le forze dell’ordine governative e i 500 mila scesi in piazza per protestare contro il potere detenuto da Alpha Condé. Bilancio: 1 morto e 12 feriti, ed è andata bene si potrebbe quasi dire.

In un contesto del genere, ovviamente, emergere è tutt’altro che semplice. Così quando il talent scout italiano Roberto Visani ha notato Diawara in una partita della squadra parrocchiale di Conakry, ad Amadou è sembrato di toccare il cielo con un dito. Arrivato in Italia nel 2014, è passato subito nelle sagge mani di Pantaleo Corvino, uno che i giovani li conosce e che in loro soprattutto sa riconoscere le stimmate del campione. Corvino lo inserisce nella sua accademia, da dove nel 2015 arriva al San Marino: in Lega Pro il ragazzo fa già intravedere tutte le sue qualità. Conquistando il doppio salto: è lo stesso Corvino che decide di portarlo a Bologna. Dove, dopo l’esordio nella prima partita nel secondo tempo, diventa praticamente un titolare inamovibile, attirando su di sé le attenzioni di tantissimi club.

Gli addetti ai lavori lo considerano un centrocampista moderno. Che per definizione significa saper fare, bene, entrambe le fasi. Diawara si trova a suo agio davanti alla difesa: impressionante la semplicità con cui gestisce il pallone, palesando una tranquillità assolutamente insolita per i suoi 19 anni. Regista abile sia nel gioco corto che nel lancio lungo, ama dettare i tempi di gioco alla squadra, facendosi consegnare sempre il pallone. Può migliorare – e ne ha tutto il tempo – sia negli inserimenti che nel tiro dalla distanza.

I paragoni con i grandi del passato e del presente si sono già sprecati. Per molti Diawara somiglia tantissimo ad un altro calciatore africano, quel Yaya Touré che ha fatto le fortune prima del Barcellona e poi del Manchester City. L’ivoriano aveva la caratteristica di saper rubare palla e far ripartire subito l’azione: “Io posso solo sperare di diventare un giorno come lui. Sia perché giochiamo in un ruolo simile, sia per quanto di buono ha fatto nella sua carriera”.

Il Napoli crede molto nel giocatore, e infatti se l’è assicurato per 15 milioni di euro: una cifra assolutamente importante per un giocatore classe ’97.

 

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