Calciomercato Napoli: spendere sì, ma con oculatezza. E con un obiettivo ben fissato…

E’ iniziato lo scorso 4 gennaio e si concluderà il 31: si può dire che ormai il calciomercato invernale è giunto a metà del suo percorso, ma il Napoli per ora non ha ancora ufficializzato operazioni in entrata. Sono andati via Zuniga ed Henrique (bravo Giuntoli), presto li seguirà anche de Guzman: tra stipendi risparmiati e costo di cartellini, il Napoli si ritrova in cassa un tesoretto da poter spendere per rinforzare la squadra. Missione difficile, dato che parliamo della capolista: il ds partenopeo dovrà intervenire con l’abilità di un chirurgo per non intaccare equilibri ormai formatisi.

Ieri Sarri ha ammesso in conferenza stampa che numericamente non ci sarebbe nemmeno bisogno di rinforzi. Vero: la partenza di Henrique può essere colmata con Luperto, mentre a centrocampo i due per ruolo ci sono. Anche se sia David Lopez che Chalobah non offrono le garanzie più giuste per essere considerati alternative validissime.

Kramer, Herrera, Andrè Gomes ormai defilato: sono questi i nomi che radiomercato propone di giorno in giorno, magari sarà più semplice arrivare ad un calciatore che gioca già in Italia, come Zielinski dell’Udinese – che ora è ad Empoli – o Poli del Milan, che potrebbe rilanciarsi sotto la guida attenta di Sarri. In difesa invece sembra uno sprint a due tra il giovane Barba e il costoso Maksimovic.

In conclusione, comunque finirà questo calciomercato, persiste un obbligo per il Napoli: giocare la prossima Champions League. Per l’aspetto sportivo certamente, ma soprattutto per quello economico. Per un club come quello partenopeo, che in buona sostanza si autofinanzia, le entrate derivanti dalla massima competizione per club sono fondamentali, pena un ridimensionamento del progetto tecnico. E sappiamo bene quanto sarebbe doloroso.

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