Andiamo a comandare! Napoli in testa, ma Sarri spegne il fuoco: “Mi fate ridere”

Un weekend perfetto. Non esistono altre parole per definire al meglio quanto successo tra sabato e domenica per il Napoli; che ha prima battuto il Bologna nell’anticipo serale, e si è poi accomodato in poltrona per ammirare le sconfitte di Juventus e Roma, che hanno consentito alla squadra di Sarri di issarsi da sola al comando della classifica di Serie A.

Non solo. Gli azzurri detengono, al momento, ben due record: sono l’unica squadra a non aver perso finora, e hanno il miglior attacco di tutto il campionato, con 12 gol segnati in quattro partite, al cospetto di 5 reti subite. Insomma, il Napoli sembra essere diventata una macchina perfetta: ha ricominciato la stagione esattamente come aveva finito quella precedente, stritolando gli avversari e mettendo in mostra un calcio che fa brillare gli occhi a chi lo guarda. La partita con il Bologna è stata comunque difficile, al di là del risultato. Perché, se vogliamo, un difetto questa squadra ce l’ha ancora: non riesce ad ammazzare le partite quando dovrebbe, talvolta si specchia troppo rimanendo accecata dalla sua stessa bellezza. Esattamente quanto accaduto sabato sera: un primo tempo roboante, giocato a mille all’ora, ma concluso solo sull’1-0, ha consentito al Bologna di riordinare le idee nello spogliatoio e di tornare in campo nella ripresa con il coraggio di giocarsi ancora la partita, senza avere nulla da perdere. Il Napoli al contrario, forte della sua bellezza, ha pensato che fosse tutto facile, abbassando la guardia letteralmente: gli azzurri hanno arretrato il baricentro, difendendo bassi al limite dell’area, consentendo ai felsinei di fare male tra le linee con il “falso nueve” Verdi; non a caso dai suoi piedi, e complice una disattenzione di Reina, è arrivato il pareggio rossoblù.

Ma se da un lato gli azzurri devono liberarsi dalla loro spocchia e concretizzare subito le occasioni che creano, dall’altro quest’anno possono contare finalmente su ricambi all’altezza: Zielinski ormai è da considerare a tutti gli effetti un titolarissimo, al pari di Milik che entra al posto di uno spento Gabbiadini (sveglia ragazzo!) e nel giro di dieci minuti risolve la partita con due colpi da campione vero, altro che da giovane di belle speranze. Da applausi lo scavetto con cui batte Da Costa sull’assist fenomenale di Hamsik, durissima la sassata che lascia partire da fuori area e che si va a spegnere nell’angolino per il 3-1 finale.

Primi per una notte, in attesa delle partite della domenica, con Sarri che provava a spegnere il fuoco che intanto iniziava ad ardere nel ventre del San Paolo: “Mi fate ridere, non voglio nemmeno sentirle queste cose”. Non avrà cambiato idea dopo le sconfitte di Juventus e Roma, ma di certo quanto è bello stare lassù, da soli, a guardare le altre nello specchietto. Andiamo a comandare.

 

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